Marciapiedi da Incubo – Sos Teverina

Marciapiedi da Incubo – Sos Teverina

Strada Teverina. Siamo tornati in questa zona, a ridosso del grande quartiere Santa Barbara, a due passi da Viterbo centro, in una strada molto trafficata ma piena di servizi di ogni tipo. La Teverina è un po’ la linea di confine della città, basta fare qualche passo oltre questo quartiere e ci si trova già in campagna.

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Strada Teverina. Siamo tornati in questa zona, a ridosso del grande quartiere Santa Barbara, a due passi da Viterbo centro, in una strada molto trafficata ma piena di servizi di ogni tipo. La Teverina è un po’ la linea di confine della città, basta fare qualche passo oltre questo quartiere e ci si trova già in campagna.

I negozi sono tanti, gli uffici altrettanto, le auto passano veloci a ogni ora del giorno e anche della notte, i nostri amici marciapiedi sarebbero utili per arrivare in questi luoghi, isole tranquille per svolgere la propria quotidianità. Come immaginerete non è così.

Ci addentriamo in una delle vie più piccole che si diramano dalla strada principale e ritorna lo stesso scenario che abbiamo già incontrato in Via Marescotti, a due passi da dove ci troviamo. I marciapiedi ci accolgono con il loro fare spettrale, abbandonati lì a metà via come se non si meritassero una fine migliore.

I primi passi sono tutti controllati e attenti a non mettere il piede nelle enormi buche e nei rovinosi crolli che ci sono a bordo strada, il resto è tutta una gincana tra piante rampicanti e urticanti di varia natura e dimensione e i soliti sacchetti dell’immondizia che si decompongono al sole.

Gli alberi che hanno avuto la sfortuna di essere piantati proprio su quei marciapiedi, si ribellano ormai da tempo a quella costrizione distruggendo però l’asfalto tutto intorno e mettendo in pericolo le caviglie di chi prova a camminare su quel marciapiede.

Ovunque ci spingiamo, ovunque volgiamo lo sguardo è solo trascuratezza, abbandono e incuria, nessuna voglia di fare due passi per guardare da vicino le bellezze di questa città perché non si sa davvero dove mettere i piedi.