Marciapiedi da incubo – Lo slalom bagnaiolo

Marciapiedi da incubo – Lo slalom bagnaiolo

Arrivare a Bagnaia a piedi si rivela un’impresa degna di un’escursione con stivali, zaino ed elmetto. Stessa spiaggia stesso mare diceva qualcuno, mi sa che aveva ragione.

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Viale Fiume, lungo viale che porta a Bagnaia. Con la ferma convinzione che allontanarci in po’ ci aiuterà nella nostra ricerca del marciapiede non perfetto ma almeno decente, percorriamo la bella strada alberata che collega La Quercia e Bagnaia. La strada è sicuramente bella sì, ma da ammirare comodamente seduti sul sedile della nostra auto.

Già nel primo tratto di Viale Fiume iniziamo a notare che non è facile procedere a piedi: le macchine sfrecciano a velocità elevata (nonostante gli autovelox che sostano sonnacchiosi a bordo strada), quelle in sosta non permettono di camminare sugli esili marciapiedi che si vanno sempre più ad assottigliare man mano che si prosegue e poi quintali di foglie secche non permettono di capire se si sta camminando sull’asfalto o su una palude.

A metà tragitto iniziano a comparire sui marciapiedi delle belle panchine di peperino messe lì proprio per fare una sosta durante una lunga passeggiata, delle comode sedute per godersi il panorama, peccato che tutto si complichi: i marciapiedi che accolgono le panchine sono staccati dal manto stradale con almeno dieci centimetri di foglie secche che non permettono di vedere la buca in cui ci stiamo per infilare.

Se ci si riesce a sedere, sembra di stare sulle montagne russe: la stabilità della panchina è così precaria per colpa della scarsissima solidità del marciapiede che più di stare seduti comodi sembra di stare sospesi, dondolanti sul vuoto. Anche qui le nostre speranze sono state deluse. Lasciamo la laconica panchina, ci spingiamo più in là e ci ritroviamo a fare lo slalom tra rami, foglie, immondizia e crateri che di rilassante proprio non hanno niente.

A destra e a sinistra della strada, non c’è un centimetro libero da foglie bagnate che diventano una perfetta pista per pattinare senza bisogno di mettere le rotelle. Sicuramente la “colpa” è dei grandi alberi secolari che vivono da sempre su quel viale, ma forse raccogliere le foglie almeno una volta all’anno sarebbe un servizio gradito e soprattutto essenziale.

Arrivare a Bagnaia a piedi si rivela un’impresa degna di un’escursione con stivali, zaino ed elmetto. Stessa spiaggia stesso mare diceva qualcuno, mi sa che aveva ragione.

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