Marciapiedi da incubo – L’indecorosa via Vicenza

Marciapiedi da incubo – L’indecorosa via Vicenza

Niente da fare, neanche qui si possono fare due passi a piedi in pace. Cominciamo a pensare (in realtà già da un po’) che Viterbo sia costruita pensando alle auto e non alle persone. Approfondiremo la questione con il prossimo marciapiede.

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Via Vicenza. Chi di noi non è mai passato a piedi in questa trafficatissima via, chi non ha lasciato almeno una volta selvaggiamente la macchina in quinta fila per “fare un salto in farmacia”, chi non ha mai provato a cercare parcheggio qui per andare a piedi in centro. Via Vicenza è proprio questo, un’arteria ben servita da ogni tipo di servizi e strada molto trafficata attraversata da auto e pedoni in ugual misura.

A piedi, come al solito, la faccenda risulta più complicata: tornano i “marciapiedi da fila indiana” dove in due non ci si sta nemmeno a perdere una dimensione e quindi si è costretti a parlarsi guardandosi non in faccia ma sulla nuca, i pali e i residui di tronchi d’albero in mezzo al marciapiede mantengono alta l’attenzione, le buche e le sterpaglie mettono a dura prova le nostre caviglie.

Essendo presenti una grande quantità di entrate di negozi e uffici, è molto frequente che ci si trovi di fronte ai caratteristici scivoli per disabili che dovrebbero servire per facilitare la discesa e la salita delle sedie a rotelle, ma invece servono spesso a favorire parcheggi più comodi con auto che ci planano sopra con non curanza preoccupandosi solo di fare meno passi possibili dalla macchina all’entrata del negozio. E’ anche vero che i marciapiedi sono così stretti che, chi passa per Via Vicenza, con la sedia a rotelle è costretto a camminare sulla carreggiata dove ogni volta si rischia di finire per terra. Una grande gigantesca barriera architettonica.
Quindi, riepilogando: non camminare a coppia, sguardo dritto per evitare i pali della luce, guardare sempre dove si mettono i piedi e soprattutto, scegliere la carreggiata se si è dotati di sedia a rotelle. Siamo punto e a capo.
Quando la strada si allarga un po’, iniziano le dune di asfalto che si spacca, i bordi dei marciapiedi che franano e l’immondizia che colora il manto stradale.

Niente da fare, neanche qui si possono fare due passi a piedi in pace. Cominciamo a pensare (in realtà già da un po’) che Viterbo sia costruita pensando alle auto e non alle persone. Approfondiremo la questione con il prossimo marciapiede.

Natale Viterbo