Marciapiedi da Incubo – La selva Pilastro

Marciapiedi da Incubo – La selva Pilastro

Via Luigi Rossi Danielli. L’ultima volta che siamo stati al quartiere Pilastro per monitorare la situazione marciapiedi, siamo quasi rimasti impantanati nei crateri di Via Volta, di fronte alla scuola elementare.

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Via Luigi Rossi Danielli. L’ultima volta che siamo stati al quartiere Pilastro per monitorare la situazione marciapiedi, siamo quasi rimasti impantanati nei crateri di Via Volta, di fronte alla scuola elementare.

Questa volta abbiamo voluto proseguire e andare a vedere come è la questione dalla parte opposta, a ridosso dello stadio dove, nel grande parcheggio del piccolo parco commerciale famoso soprattutto negli anni 90’ a tutte le ore del giorno (e della notte), passano diverse persone che si recano anche nella vicina Via della Palazzina per qualche servizio. Questa parte del quartiere, infatti, è particolarmente viva grazie ai diversi negozi e esercizi commerciali di vario genere che sono nati negli ultimi anni che hanno rivalutato la zona che non brillava certo di bellezza architettonica.

Le brutture in questo momento sono però i marciapiedi che, al solito, sono un groviera fresco di stagionatura. Però c’è anche di peggio: metri, metri e metri di immondizia adagiata sulle foglie secche che nessuno raccoglie da almeno una quindicina d’anni. Non immondizia qualunque attenzione: bottiglie di vetro di ogni dimensione, quintali di cicche di sigarette sparse su tutto il manto stradale, rotoli di non si sa bene quale materiale sospesi tra il marciapiede e la carreggiata.

E’ il parcheggio della nota (e unica) discoteca rimasta in città, parcheggio però attraversato tutti i giorni da pedoni che si muovono per il quartiere, portare i bambini a fare una passeggiata in quel mosaico di vetri rotti non è proprio il massimo.

Ciliegina sulla torta, in un angolo nascosto che però non è nascosto abbastanza, possiamo scorgere un bel sacco nero traboccante di immondizia con appoggiata vicino una carcassa di una vecchia sedia arrugginita e pure pericolante. Tutto questo nel bel mezzo del marciapiede.

Siamo tornati al Pilastro con la convinzione mista a speranza che avremmo trovato una situazione migliore rispetto all’ultima volta, ma la realtà è sempre più forte dei pensieri. Magari la prossima volta troveremo un quintale di foglie in meno, chissà.