Marciapiedi da Incubo – La discarica di Viale Trento

Marciapiedi da Incubo – La discarica di Viale Trento

Viale Trento. Ognuno di noi ci passa almeno una volta al giorno, tutti ci abbiamo preso almeno una volta l’autobus o il treno nella stazione di Porta Fiorentina, tutti ci siamo passati per andare a studiare nella biblioteca comunale che solitaria sopravvive in questo bel viale alberato. Il lungo viale, infatti, è sicuramente bello, imponente, comodo, ma è ridotto a un colabrodo.

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Viale Trento. Ognuno di noi ci passa almeno una volta al giorno, tutti ci abbiamo preso almeno una volta l’autobus o il treno nella stazione di Porta Fiorentina, tutti ci siamo passati per andare a studiare nella biblioteca comunale che solitaria sopravvive in questo bel viale alberato. Il lungo viale, infatti, è sicuramente bello, imponente, comodo, ma è ridotto a un colabrodo. Ci riferiamo ai marciapiedi naturalmente, ma ci sarebbe molto altro da dire.

Viale Trento è un po’ il polmone verde della nostra città, d’estate è piacevole passeggiare sotto i suoi alberi per rinfrescarsi un po’, peccato però che ormai camminare sui suoi marciapiedi è estremamente difficile. Solita vecchia storia: quintali di foglie secche che si ammassano in mezzo al nostro passo che diventano trappole mortali per le nostre caviglie, bordi che franano in mezzo alla carreggiata e ovviamente, un numero imprecisato di immondizia colorata che addobba il viale qua e là. Ma a questo siamo abituati, non ci fa più né caldo né freddo. Diciamo così.

Proviamo ad avventurarci in una improvvisata passeggiata, partiamo dall’inizio del viale proprio vicino all’edicola e cerchiamo di arrivare fino in fondo, a ridosso della stazione. Le soste sono molte, la gimcana tra le buche e i rami morti caduti sull’asfalto ci mette a dura prova, ma arrancando arriviamo quasi a metà.

Proprio qui, quasi alla fine del nostro percorso olimpico, subiamo la definitiva battuta d’arresto. Non possiamo scendere dal marciapiede e aggirare l’ostacolo perché le macchine sono parcheggiate in maniera così selvaggia che non troviamo una via comoda, siamo fermi. Ostacolo dicevamo: il lungo e massacrato marciapiede di Viale Trento ad un certo punto è invaso da una montagna di buste di rifiuti che formano una trincea insormontabile. Sedie, cuscini, pezzi di materassi, bottiglie di vetro di ogni dimensione, cibo avariato lasciato a marcire su quel povero marciapiede, una piccola lavagna per bambini sbuca da un angolo ancora con i gessetti colorati attaccati.

Al di là del vergognoso ostacolo, una signora con un cagnolino ci guarda e scuote la testa rassegnata, raccoglie i bisogni del suo fedele amico e se ne va. Rassegnazione.

Perché questa città è destinata alla rassegnazione? Perché si legge questo sui volti di chi abita i nostri quartieri e cerca di passeggiare sui nostri marciapiedi? Perché non possiamo lasciare correre nei nostri viali pedonali i nostri figli? Qualcuno prima o poi dovrà rispondere a queste domande.