Marciapiedi da Incubo – Il fitness da brivido alla Capretta

Marciapiedi da Incubo – Il fitness da brivido alla Capretta

Strada della Capretta. La palestra viterbese a cielo aperto, la strada che più di tutte ci accoglie i giorni festivi per una camminata, una corsetta, due passi in tranquillità fuori dallo smog cittadino. La segnalazione sui marciapiedi della Capretta, ci arriva proprio da una lettrice che, tutte le domeniche, percorre quella strada e a fatica riporta a casa la pelle.

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Strada della Capretta. La palestra viterbese a cielo aperto, la strada che più di tutte ci accoglie i giorni festivi per una camminata, una corsetta, due passi in tranquillità fuori dallo smog cittadino. La segnalazione sui marciapiedi della Capretta, ci arriva proprio da una lettrice che, tutte le domeniche, percorre quella strada e a fatica riporta a casa la pelle.

Le foto che ci arrivano hanno una didascalia che recita “questa è una vera giungla”. Ecco, crediamo che queste poche parole descrivano in maniera perfetta quello che succede in quella strada. I marciapiedi di per sé potrebbero anche sembrare decenti, con una pavimentazione abbastanza lineare, dei bordi quasi intatti per evitare di finire sulla carreggiata, ma purtroppo non è questo il punto. L’ago della bilancia si ferma sulla “questione liane amazzoniche”: metri e metri di piante vive e morte si allungano su gran parte del marciapiede, lunghi rovi si stagliano fin sotto le caviglie di chi passa o tra le ruote dei passeggini o delle sedie a rotelle che, disgraziatamente, attraversano quel marciapiede.

Ovviamente non manca il reparto piante morte che abbelliscono soprattutto un tratto del marciapiede in questione come se, proprio lì in quel punto, la temperatura abbia subito un’impennata pari a quella di una vita parallela su Marte. Sembra quasi il microclima del quartiere Barco, lo stesso che stecchisce le piante e le lascia tramortite sul bordo del marciapiede, lo stesso che dà all’ambiente quell’aria da camposanto. Lo stesso che non fa venire in mente a qualcuno di dare una pulita.

Tutto il mondo è paese quindi, le somiglianze sono sempre più frequenti tra i vari quartieri della città, stiamo ancora ricercando le differenze. Chissà se mai ne troveremo almeno un paio.