Marciapiedi da Incubo – Il dubbio amletico di Strada Bagni

Marciapiedi da Incubo – Il dubbio amletico di Strada Bagni

Strada Bagni. Lasciamo la città, il centro e la periferia e ci incamminiamo verso la strada Bagni, la bella dritta strada che porta verso le terme, uno dei tesori del nostro territorio. Sappiamo che su questa strada aleggia un grande dilemma che interroga molti viterbesi. E non solo.

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Strada Bagni. Lasciamo la città, il centro e la periferia e ci incamminiamo verso la strada Bagni, la bella dritta strada che porta verso le terme, uno dei tesori del nostro territorio. Sappiamo che su questa strada aleggia un grande dilemma che interroga molti viterbesi. E non solo.

I marciapiedi ci sono, sono anche nuovi, ben curati, di un bel color rosa salmone che invoglia anche i più pigri ad uscire di casa e lasciare il divano. Però c’è effettivamente qualcosa che non torna: cosa ci fanno quei bei marciapiedi proprio lì dove le auto sfrecciano come in autostrada, dove di certo non puoi portare a giocare i bambini e dove nemmeno portare a spasso il cane è prudente? Il dubbio però non si esaurisce qui perché quei marciapiedi non nascono come tali, ma sono delle piste ciclabili. 

Se effettivamente quei bei marciapiedi rosa fungono da pista ciclabile, ci si rende conto benissimo della loro estrema pericolosità: sono così alti, con un bordo così spesso che cadere da lì sopra e finire sulla carreggiata rilascia direttamente un biglietto solo andata per la morgue di Belcolle. Siamo confusi, decidiamo di fare due passi per capire. A metà marciapiede, la nostra attenzione è catturata da una scritta in bella vista fatta con lo spray bianco sull’asfalto del marciapiede, la scritta recita “no cicli”. Ma come. Siamo finiti in un universo parallelo? Quindi la gente sa che sono piste ciclabili e invece sono marciapiedi che nessuno lì userà mai veramente?

Possibile che era così necessario spendere soldi pubblici in quella zona e non investirli nei marciapiedi che realmente servono in città? Forse hanno usato quel bel colore rosa per indorare la pillola, magari soggiogati da quel bel colore invece del solito grigio topo distrutto, puntavano sul fatto che nessuno si sarebbe chiesto quale utilità c’era nel costruire marciapiedi così e in città lasciare i ruderi. Si sono sbagliati, il dubbio è venuto e resta vivo nella mente di molti.