Manifestazione di San Martino, Santucci: “A Viterbo lo stato non c’è più, si è fermato a Monterosi”

Manifestazione di San Martino, Santucci: “A Viterbo lo stato non c’è più, si è fermato a Monterosi”

Migranti a San Martino, il day after siamo andati a intervistare uno dei consiglieri comunali presenti alla manifestazione "mo immigrati". Ecco la lettura di Gianmaria Santucci (Fondazione).

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Migranti a San Martino, il day after siamo andati a intervistare uno dei consiglieri comunali presenti alla manifestazione “mo immigrati”. Ecco la lettura di Gianmaria Santucci (Fondazione).

 

Manifestazione di San Martino, si è scatenato un gran dibattito nel segno del muro contro muro. Che sta accadendo?

“Se tutti ci facciamo prendere da estremismi e tifoserie non ne usciamo. Ho parlato con la gente che era lì a San Martino e assicuro che stiamo sottovalutando l’effetto della paura sulle persone. Paura per il diverso ma anche per il primo effetto vero della globalizzazione su Viterbo. Questo è il primo vero confronto socialmente percepito: un gran numero di immigrati che girano per la città.

Dobbiamo valutare a piano la reazione rispetto a questo. Ci confrontiamo con un problema nazionale e mondiale e questa città non ha strumenti per affrontarlo. Non lo ha affrontato il prefetto, di sicuro non lo sta facendo il sindaco, neache presidente della provincia e il terzo settore”.

Il territorio è lasciato in balia di se stesso?

“Vi siete accorti che i vincitori del bando per l’accoglienza vengono da fuori Viterbo e Provincia. Sono cooperative di Roma, Firenze, etc. Secondo voi vengono qui per insediamenti di poche persone o di grandi numeri? Esiste un un modello d’integrazione complessivo? Le persone della manifestazione di San Martino chiedono essenzialmente di sapere come stanno le cose”.

Magari qualche volpone della politica cerca di pilotare la questione per acchiappare qualche voto …

“Alcuni cercano di pilotare. Che ci siano anche consiglieri comunali che parlano alla pancia dei viterbesi è sicuramente vero. Guardate però che lo fanno tutti, anche il sindaco. Per questo dico che siamo tutti improvvidi di fronte a questo problema. Tutti guardano al consenso elettorale e non alle soluzioni. Avete visto quanti ragazzi di colore ci sono davanti a ogni attività commerciale e chiedono aiuto? E’ normale che improvvisamente tutti lo facciano davanti a tutte le attività?
Nessuno sa niente?”.

Rigiriamo la domanda: nessuno sa niente?

“Quando mi sono arrabbiato con l’ex prefetto era perché nessuno ci fa capire cosa succede”.

In uno striscione della manifestazione campeggiava la scritta “Rivogliamo le chiavi di casa nostra”. Che significa? I cittadini hanno perso le chiavi per gli immigrati o per altre questioni?

“L’hanno perse per la crisi economica”.

Per la cattiva gestione del territorio no?

“No, per la crisi economica. C’è una precarietà spaventosa del mercato del lavoro. Non ci rendiamo conto che per quanto ci stiamo impoverendo c’è gente che sta peggio di noi. Siamo andati al campo sulla Cassia Nord e ci sono italiani che lavorano e migranti che guarda … Il modello d’integrazione di quella roba lì quale è?”

E’ un business …

“Appunto. Quella di San Martino può non piacere ma è una risposta. Occorre inquadrare il problema. Se noi portiamo un clima di pacatezza su questi temi e discutiamo nel merito risolviamo, altrimenti se ci urliamo da una parte all’altra della piazza non andiamo da nessuna parte”.

Non si rischia di soffiare sulla rabbia dei cittadini?

“Bisogna stare in mezzo alla gente e parlare con la gente. Il sindaco ieri dove era? Quella manifestazione finiva a tarallucci e vino se ci fosse stato. Di fronte alla paura della gente dobbiamo andare lì e parlarci. Ho visto persone spaventate. Le istituzioni devono garantire e tranquillizzare.

I ragazzi di San Martino sono persone normalissime. L’evento l’hanno organizzato loro e sono bravissimi ragazzi. Hanno generalizzato su questa manifestazione, definendola anche come una roba neonazista. E’ assurdo. Nessuno ha intervistato questi ragazzi…

La manifestazione si è conclusa costituendo un comitato che andrà dal prefetto. Alla fine hanno detto: “Venissero cinque, dieci, quindici non sarebbe quello il dramma”…”.

Ma davvero il problema sono i migranti?

“Il problema è l’assenza delle istituzioni. Dice che l’ordine era che nessuno del Pd doveva partecipare. Se la gente ragionevole sul tema non ci va chi deve andarci?”.

Il problema in fondo non è il colore della pelle ma che i migranti sono poveri. No?

“O le istituzioni danno strumenti per capire oppure abbandoniamo pezzi della città alla paura. Dovreste chiamare questi ragazzi di San Martino, parlare con loro. Purtroppo lo stato non c’è più. A Viterbo ha smesso di esistere la prefettura, la provincia, il Comune. Cristo si è fermato a Monterosi. Il sindaco è venuto in commissione proponendo documento unitario per il consiglio straordinario sui migranti. Ma il problema è che dentro la maggioranza una posizione condivisa non c’è. Faranno riunione di maggioranza per decidere quale sarà la posizione della maggioranza che governa il Comune. Noi dell’opposizione la stiamo cercando e presenteremo un documento unitario. Chi governa la città che idea ha sul tema? La gente è nel pallone, si rincorrono voci su continui arrivi. Non c’è un quadro di chiarezza che alimenta le paure”.

Natale Viterbo