Mammagialla, prosegue lo stato d’agitazione

Mammagialla, prosegue lo stato d’agitazione

Continua lo stato d'agitazione della polizia penitenziaria fra tagli agli straordinari, richieste di pagamento per l'alloggio in caserme dalla dubbia agibilità, ferie negate e falle nell'illuminazione del carcere.

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Periodo difficili per gli operatori di polizia penitenziaria di Mammagialla. Un periodo difficile che prosegue da diverso tempo, a iniziare dal sovraffollamento dell’istituto carcerario viterbese, fino ai guai di qualche settimana fa con le utenze della luce e l’abbassamento degli stipendi previsto a dicembre. Un periodo al quale i sindacati hanno deciso di dire basta, già con un comunicato della scorsa settimana nel quale si annuncia l’ingresso nello stato di agitazione degli agenti. Oggi le sigle di rappresentanza tornano a tuonare contro le ingiustizie e per domani, martedì 24 novembre, hanno indetto un’assemblea che avrà inizio alle 14 nella sala Rossi della casa circondariale di Viterbo, con la presenza di tutto il personale.

L’obiettivo è quello di decidere insieme il da farsi a fronte delle tante criticità del carcere di Viterbo. “Su tutte – dicono in una nota i sindacati – il mancato pagamento degli straordinari del mese di dicembre. Il periodo è decisamente duro, molti cittadini sono senza stipendio e tanti giovani non hanno lavoro. Certo, non dobbiamo essere catastrofici, noi una base sicura ce l’abbiamo, però è pur vero che avendo lavorato onestamente ed avendo fatto i conti con una cifra, trovandosi 300/400 euro in meno siamo costretti a fare dei correttivi, delle rinunce a discapito della serenità familiare. Non è la situazione di tutto il corpo ma solo di Viterbo e per un mero errore tecnico. Non vogliamo la testa di nessuno, specie se padre di famiglia come tutti noi, vorremmo solo una soluzione per avere ciò che ci appartiene. Gradiremmo spiegazioni dal Direttore e non in un semplice foglio attaccato al muro”.

Ma il problema non sembra essere legato solamente a questo. C’è anche, infatti, il problema del canone sull’alloggio in caserma per gli agenti. “Nel corpo molti colleghi sono costretti lavorare fuori sede e per questo da sempre sono presenti negli istituti caserme alloggio. Ora per occupare una stanza, spesso in 2 o 3 persone, dovrebbero pagare un corrispettivo in denaro. Lo dicono le circolari ministeriali, ci dicono dalla direzione. Vero, ma a parte che il Ministro in persona con apposito decreto ha intimato al Dipartimento di ritirare le circolari che prevedono il pagamento delle caserme, è pur vero che le circolari parlano di locali a norma. Attualmente le stanze sono tutt’altro che a norma. Arredi vetusti, locali pieni di umidità e muri da ritinteggiare, bagno senza bidet, acqua calda a singhiozzo, insomma vere e proprie ‘celle’. Alcuni colleghi nel tempo hanno persino risistemato le stanze a proprie spese”.

C’è poi il problema delle ferie, soprattutto con l’avvicinarsi del periodo natalizio. “Sembra che saranno negate le ferie al personale che vorrà stare a casa con la propria famiglia in almeno una festività – scrivono i rappresentanti degli agenti -. Colleghi che risiedono fuori regione vorrebbero lavorare una festa e passare libera l’altra, o Natale o capodanno. Ci sono i numeri per farlo, il lavoro cosiddetto a ‘turno h 24’ funziona così”.

Come ultimo (ma non ultimo) problema, poi, c’è quello dell’illuminazione, che ancora non c’è. “Servono oltre 150mila euro non 10mila come promesso/elemosinato dal provveditore, soldi tra l’altro mai arrivati. Insomma, c’è molta carne al fuoco e vorremmo delle soluzioni per poter far stare in tranquillità i colleghi che ogni giorno servono umilmente lo Stato in un periodo che tra l’altro di serenità ne offre poca”.