Macchina, Di Prospero: “Sto facendo un paio di verifiche su cose che non mi convincono. Non è detta l’ultima parola”

Macchina, Di Prospero: “Sto facendo un paio di verifiche su cose che non mi convincono. Non è detta l’ultima parola”

Gianluca Di Prospero, arrivato secondo al concorso d'idee per la nuova Macchina di Santa Rosa, ha un paio di cose che non gli tornano e sta facendo delle verifiche.

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“Rosa nel cuore”, con questo motto Gianluca Di Prospero ha tentato di dare alla luce la nuova Macchina di Santa Rosa. Ci è arrivato a un soffio, alle spalle del vincitore Raffaele Ascenzi (leggi). “Sono il Toto Cotugno del concorso”, ci scherza su. Nel ‘93, nel 2003, nel 2008 ha incassato un quarto, secondo e terzo posto. Questa volta di nuovo secondo. “Non è ancora detta l’ultima parola però, ho il sospetto di alcune anomalie su cui sto facendo delle verifiche”, puntualizza. E’ questa la notizia del giorno. Il numero due Di Prospero non è convinto che tutte le cose siano filate lisce davvero. Lo abbiamo intervistato.

macchina di prospero

Come va?

“E’ dura, stavolta pensavo di essere messo bene. Invece sono secondo, sono il Toto Cotugno del concorso d’idee. Peccato, perché ci ho creduto parecchio e investito molto: circa 8mila euro”.

E’ stata però una bella sfida, o no?

“Non lo so. Non è però ancora detta l’ultima parola. Ho riscontrato qualcosa che mi sembra non vada bene, sto facendo delle verifiche su un paio di cose. Mi riservo di accertare i miei dubbi. Comunque faccio i miei complimenti a Raffaele Ascenzi (guarda il video di Gloria)”.

La commissione, a suo giudizio, ha fatto qualche errore?

“No, la commissione è stata perfetta. I miei dubbi non riguardano la commissione, anzi faccio i complimenti anche a loro. Un unico appunto che mi sento di fare è che lunedì, alla proclamazione, non hanno acceso il mio bozzetto. Mi sarebbe piaciuto vedere l’effetto sui presenti. Abbiamo lavorato a un bozzetto con la possibilità di illuminarlo e magari farlo vedere a tutti poteva essere interessante”.

Come è fatta la sua Macchina? Cosa simboleggia?

“Una cosa che mi piace dire subito è che non aveva un nome, perché avevo l’intenzione di farlo scegliere ai viterbesi con una piccola consultazione da farsi il giorno della presentazione di tutti i bozzetti, che verrà fatta nei prossimi giorni probabilmente agli Almadiani. Passando alla Macchina posso dire che raccoglie elementi della tradizione architettonica viterbese e il particolare degli elementi stellati luminosi. E’ ispirata al Cantico delle creature di San Francesco, che è contemporaneo e molto vicino nello spirito alla nostra patrona. Una Macchina che contiene gli elementi dell’aria, della terra, del fuoco e dell’acqua. La luce poi è componente centrale, sale dalla base e arriva fino ai piedi della santa. Questo per dare un forte senso di spiritualità. E’ stata un’esperienza molto bella, fatta in squadra. Con me gli architetti Federico Ciatti e Marco Ciarmatori e l’ingegnere Eleonora Pietrini, ma anche molti altri”.

 

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