Amare i partiti, l’unico modo per sconfiggere i generali di carta

Amare i partiti, l’unico modo per sconfiggere i generali di carta

ADimensione Font+- Stampa

acquaVolere bene ai partiti. Dovrebbe questo essere un imperativo categorico per un uomo contemporaneo, democratico, con del sale in zucca e capace di tirarsi fuori dalle inutili e sterili e trite derive ideologiche. L’ideologia è un grande aggregatore, spesso – troppo spesso – nelle mani di qualcuno. Con l’ideologia puoi trovare soldati, puoi diventare generale. L’altra strada è la furbizia e il clientelismo. Anche il clientelismo è formidabile, ti rende generale di un esercito di straccioni (non importa se lo siano materialmente o mentalmente).

Così, grazie all’ideologia e alla furbizia e al clientelismo, ci troviamo in mano ai generali di carta. Chi sono? Qualcuno li chiama “capibastone”, altri più morbidamente parlano di capicorrente. Guardatevi intorno. Di chi sono i partiti? Sono forse della gente che li vota? Rispondono alle esigenze della parte che li ha votati per essere rappresentati? All’interesse generale del Paese, di una Regione, di un Comune?

Cartine di tornasole importanti, nel poter fare queste valutazioni, sono i circoli. Guardate il territorio di Viterbo, ma anche l’intera Tuscia o tutta l’Italia. Chi decide nei partiti? La maggioranza che si incontra e dibatte? O il capobastone che ha più numeri di telefono di fedelissimi salvati sulla scheda sim?

E come si fa ad avere tanti numeri di telefono sulla propria sim? Con la buona condotta? Con l’esempio del capo? Con le idee capaci di costruire benessere e ricchezza collettiva? 

Oppure, cambiando verso, si ottiene il risultato foraggiando chi entra nella squadra? O mettendo alla berlina chi non appartiene alla cerchia? O facendo fare buoni affari a qualcuno alle spalle della collettività? 

Quanti di voi amano i partiti? Quanti frequentano le sezioni, i circoli, le assemblee? Non amare i partiti, essere lontani dalla vita dei partiti ci ha regalato questo presente. Un presente di precariato per i figli, di disoccupazione per i padri, di file interminabili per dei diritti che non ti verranno mai concessi se non conosci il santo in paradiso.

Allora non è forse il caso di cambiare verso veramente? Amate i partiti, frequentateli. Solo così è possibile spezzare il gioco dei generali di carta.