Ludika 1243 e quel Medioevo su cui nessuna amministrazione ha mai puntato

Ludika 1243 e quel Medioevo su cui nessuna amministrazione ha mai puntato

Siamo la città del Medioevo, ma puntiamo su altro. Un po' come uno che nasce per giocare a tennis ma si dà alla pesistica. Roba complicata e destino contorto quello della città dei papi.

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Ludika 00Viterbo ha uno scheletro medioevale, un passato medioevale e un presente che non ha saputo mettere a frutto questa eredità. Si parla tanto di festival, tutti sicuramente preziosi a modo loro e per le loro specifiche caratteristiche, ma oggi vogliamo porre l’attenzione su Ludika 1243.

 

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Ieri sera il via alla quattordicesima edizione di questa “festa medioevale, colorata come un giullare”; così recita lo slogan che gli organizzatori si portano dietro da diverso tempo. Sei giorni di festival con giochi medioevali, taverna medioevale, teatro di strada e l’ormai tradizionale battaglia campale di Valle Faul (con connesso corteo storico), che rievoca lo scontro tra guelfi e ghibellini di Federico II.

 

E’ questo l’unico abito medioevale che la città di Viterbo è riuscita a darsi. Una realtà che, nonostante le tredici edizioni che porta sulle spalle, non è riuscita a crescere. Sarebbe invece stato interessante favorire il cambiamento di pelle di Ludika e inglobare il già esistente in una più ampia manifestazione medioevale. Un festival medioevale importante sarebbe veramente caratterizzante per la città dei papi e funzionerebbe sicuramente in maniera forte come attrattore turistico.

 

Certo si dovrebbe andare oltre l’attuale Ludika, che potrebbe rimanere come segmento più “giocoso” dell’evento. Si potrebbe costruire una sinergia tra diverse realtà associative del territorio e un domani arrivare a istituire una Fondazione capace di gestire, tutelare e promuovere l’anima medioevale della città di Viterbo. 

 

Essendo questo tipo di realtà una sorta di festival emozionale e ambientale potrebbe attrarre anche visitatori da altri Paesi d’Europa, cosa difficilmente raggiungibile, per ragioni linguistiche (e parlando in termini di massa), con festival cinematografici, teatrali o letterali.

 

Le domande sono: perché nessuna amministrazione fino a oggi ha favorito questo tipo d’operazione? Gli attuali amministratori si soffermeranno a ragionare sopra questo spunto? Gli organizzatori di Ludika sapranno costruire sinergie con altre realtà del territorio per percorrere questo cammino?

 

Ludika 01