L’occupazione nel Viterbese “non cresce e non crepa”. E’ ferma a quota 15,6%

L’occupazione nel Viterbese “non cresce e non crepa”. E’ ferma a quota 15,6%

È quanto risulta dall’indagine Istat da cui emerge che il tasso di disoccupazione ha toccato quota 15,6%, lo stesso dato del 2013, comunque peggiore rispetto alla media nazionale al 12,6% e regionale al 12,5%.

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L’occupazione nella Tuscia? Per dirla alla viterbese “non cresce e non crepa”. Tradotto: la situazione resta inchiodata al palo, anzi saldata.

È quanto risulta dall’indagine Istat da cui emerge che il tasso di disoccupazione ha toccato quota 15,6%, lo stesso dato del 2013, comunque peggiore rispetto alla media nazionale al 12,6% e regionale al 12,5%.

Non è stato quindi sufficiente l’aumento del numero di occupati passati da 112.756 a 120.912, con un incremento percentuale del +7% e un tasso di occupazione che, dopo essere sceso nel quadriennio precedente fino al 52,8%, è risalito nel 2014 fino al 57,1%. È cresciuto, infatti, sia il numero dei disoccupati che delle forze di lavoro (occupati e disoccupati), mantenendo appunto stabile il tasso di disoccupazione che solo nel 2011 era all’11,2%.

Da questi dati si evidenzia come la difficoltà del sistema produttivo di assorbire forza-lavoro, a causa degli effetti della crisi economica, si sia inevitabilmente ripercossa sulla disoccupazione generando un mercato del lavoro asfittico e problematico.

Tuttavia si percepiscono leggeri segnali di risveglio soprattutto sul versante dell’offerta con una diminuzione dei cosiddetti Neet, ovvero quei giovani che sono usciti dai percorsi di studio e oltre a non lavorare non seguono nemmeno corsi di formazione o aggiornamento professionale.

All’interno del mercato del lavoro è possibile osservare i dati e le dinamiche relative alla componente femminile e a quella giovanile, ossia due categorie professionali che nel corso degli anni sono risultate anche in Italia penalizzate rispetto agli uomini adulti.

Le differenze appaiono evidenti se si considera che a Viterbo, l’occupazione maschile (65,5%) supera di molto quella femminile (48,7%), frutto di un sistema che tende a sfavorire le donne e che non incentiva, insieme ad altri fattori, il loro inserimento nel mercato del lavoro. Non a caso il tasso di attività, che rappresenta l’offerta di lavoro da parte della popolazione, registra tra gli uomini un valore (76,3%) superiore a quello delle donne (59,3%).

Differenze più contenute, ma sempre elevate, si registrano per il tasso di disoccupazione pari al 13,9% per la componente maschile e al 17,9% per quella femminile.

In questo contesto occorre evidenziare come le differenze di genere registrate nella provincia di Viterbo riflettano una situazione ampiamente diffusa su larga parte del territorio regionale e nazionale.

Per favorire l’autoimprenditorialità, in particolare di giovani e donne ma non solo, la Camera di Commercio di Viterbo ha attivato uno Sportello dedicato alla nuova imprenditoria, disponibile nella sede di via Fratelli Rosselli n. 4 (tel. 0761.234427 – [email protected]). Il servizio offre informazioni per l’apertura di un’impresa, nonché su bandi e finanziamenti.