“Lo quadro bello” teniamocelo a casa. Per (La) Pietà

“Lo quadro bello” teniamocelo a casa. Per (La) Pietà

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In questi giorni c’è grande dibattere intorno a ‘La Pietà’ di Sebastiano Del Piombo, che vogliamo chiamare provocatoriamente “lo quadro bello”. L’amministrazione Michelini avrebbe idea di scambiarlo per il prossimo Natale con Vincenza, avendone in cambio uno di Veronese e uno di Van Dyck.

Il nostrano andrebbe, all’interno di questa prospettiva, a fare bella mostra di sé vicino a dei Van Gogh e della roba egizia. E tutto questo sta facendo scatenare i commenti di tanti cittadini, parecchi (almeno tra quello che smanettano su Facebook) si dicono contrari. Contrario anche Sgarbi, per il quale la mostra di Vicenza non sembra proprio il top. Lo stesso critico d’arte, che lo scorso anno diede consigli sul Natale artistico viterbese, ha bollato come poco intelligente portare via dal museo civico, appena riaperto, il suo pezzo più importante. Insomma “lo quadro bello” deve rimanere “oltre le mura”, ma non troppo. Piazza Crispi sembra essere sufficiente, per non agitare troppo gli animi.

Tutto lo strascico polemico, nel quale si è infilata parte dell’opposizione a Michelini, è piuttosto suggestivo. Dopotutto perché scambiarlo con altri due quadri, che sarebbero utili per continuare il percorso di esposizioni natalizie inaugurato lo scorso anno?

Che se ne fanno i viterbesi del quadro di Veronese? Al limite se proprio c’è bisogno di un “veronese” doc si potrebbe pensare a una comparsata del sindaco di Verona Flavio Tosi, che farebbe tanto piacere ai seguaci di Matteo Salvini. Seguaci che in terra di Tuscia, dopo il crack dei berluscones, sono dati in aumento.

E che bisogno c’è di portare un Van Dyck? È noto a tutti che di Van Dyck in città se ne è fatta una bella scorpacciata, eppoi i pub non sono più di moda. Infatti quello vicino alla Trinità ha chiuso da un pezzo.

Meglio tenersi “lo quadro bello” a portata di mano. Dopotutto quattro su cinque di quelli che ne parlano hanno scoperto di averlo, nella migliore delle ipotesi, lo scorso anno. E quando un amore è così fresco, è notorio, produce sofferenza anche la separazione per pochi giorni.

Alla fine della fiera però a decidere davvero sarà la Soprintendenza. E sappiamo già che a domandaimage del Comune se possibile o no lo spostamento in Veneto ha risposto in maniera acculturata e in tema: col (Van) Dyck. In tono meno fiammingo e più inglese.