L’Isola che non c’è, tra modelli e racconti un momento per pensare il territorio

L’Isola che non c’è, tra modelli e racconti un momento per pensare il territorio

Seconda stella a destra, questo è il cammino. E poi dritto, fino al mattino: questa è L'Isola che non c'è. Materializzata domenica mattina, dalle 9.30 alle 13 circa, nei locali della Fondazione Carivit di Valle Faul.

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Seconda stella a destra, questo è il cammino. E poi dritto, fino al mattino: questa è L’Isola che non c’è. Materializzata domenica mattina, dalle 9.30 alle 13 circa, nei locali della Fondazione Carivit di Valle Faul.

160 interventi, tra presenze sul palco o ai tavoli tematici e interviste realizzate in uno spazio appositamente pensato. Tanti mondi messi a contatto. Un laboratorio di idee per la città? Una passerella? L’uno e l’altro? Sta di fatto che il format ideato da Fondazione per la Tuscia è al suo terzo anno di vita.

La macchina delle interviste affidata alla solidità di Tusciaweb e al dinamismo di Viterbo Canale Uno. Lo staff di Fondazione a fare da raccordo tra una situazione e l’altra e un angolo break ben fornito hanno regalato un momento di confronto piacevole ai tanti che hanno deciso di esserci.

Uomini e donne della maggioranza di Palazzo dei Priori, tanti rappresentanti delle opposizioni, partiti politici, imprenditori, personalità della cultura, dello sport, dell’associazionismo. Anche qualche curioso e/o avventuriero della domenica mattina.

Uno dei confronti più interessanti l’ha guidato Carlo Galeotti, mettendo sul palco il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti, Andrea Baffo (Caffeina), il presidente della Provincia Pietro Nocchi e il deputato Pd Alessandro Mazzoli. Protagonisti “il modello Civita” e il “modello Caffeina”. Con Bigiotti capace di strappare quattro applausi a scena aperta: al momento in cui parla dei numeri dei turisti a Bagnoregio, quando racconta che grazie al successo turistico ha tolto le tasse, ancora quando parla di 400 posti di lavoro creati e quello a fine intervento. Subito dopo interviene Baffo, applaudito quando dà la notizia che per il Christmas Village stanno arrivando prenotazioni da tante parti d’Italia. Poi anche lui va sul modello Civita o se volete “caso Bigiotti” e parla di “sacro fuoco”. Bigiotti e il suo staff lo ha, noi del gruppo di Caffeina lo abbiamo. Poi sintetizza: “Se Bigiotti si mettesse a fare scarpe farebbe belle scarpe”.
Quello che è emerge è la voglia del pubblico di incontrare storie positive, di stare a contatto con chi fa cose. E il fare le cose, il racconto delle cose fatte è il sale dell’Isola che non c’è. Tutto il resto poi va fatto altrove.