L’isola Bisentina è ufficialmente di proprietà della Fondazione Luigi Rovati

L’isola Bisentina è ufficialmente di proprietà della Fondazione Luigi Rovati

La Fondazione Luigi Rovati è la nuova proprietaria dell'isola Bisentina. Il bene passa quindi dalla mani della famiglia del Drago alla Fondazione intitolata alla memoria di un illustre medico, ricercatore e imprenditore farmaceutico. 

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(Foto Bruno Pagnanelli) La Fondazione Luigi Rovati è la nuova proprietaria dell’isola Bisentina. Il bene passa quindi dalla mani della famiglia del Drago alla Fondazione intitolata alla memoria di un illustre medico, ricercatore e imprenditore farmaceutico. 

Sul fatto, decisamente importante, si esprime il presidente del Club per l’Unesco Tuscia Luciano Dottarelli: “Nel maggio scorso, insieme ad Aldo Forbice, presidente dell’ Associazione Lago Ambiente, in una conferenza stampa tenuta per richiamare l’attenzione sulle condizioni di degrado dell’isola Bisentina, anticipammo la notizia della sua vendita alla Fondazione Luigi Rovati.

All’annuncio seguirono iniziative dei Comuni del lago volte a sondare un eventuale interesse pubblico all’acquisto (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo; Regione Lazio), che però non ebbero esito positivo.
Oggi alcune testate giornalistiche riportano la conferma ufficiale dell’avvenuto perfezionamento dell’atto di compravendita.

La Fondazione acquirente, che ha una solida reputazione in campo culturale ed è abituata a dialogare e collaborare fattivamente con le istituzioni, è intitolata a Luigi Rovati, medico, ricercatore e imprenditore farmaceutico, che ha sempre accompagnato il costante impegno per la crescita dell’azienda da lui fondata con la passione per l’arte classica.

Ne è recente testimonianza il Museo di arte etrusca che la Fondazione Rovati sta realizzando a Milano e nel quale si potrà ammirare una straordinaria collezione di oltre 700 reperti, tra vasi e impasti i etruschi, della Collezione Cottier-Angeli, considerata dagli esperti la più completa raccolta di vasi del periodo arcaico. La collezione è stata acquisita nel 2016 in Svizzera ed è rientrata in Italia grazie a un accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e alla collaborazione con le Soprintendenze e i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

In assenza dell’impegno convinto e fattivo richiesto alle istituzioni pubbliche, la conferma dell’acquisto dell’isola Bisentina da parte della Fondazione Rovati è dunque una buona notizia.

L’isola negli ultimi quindici anni è infatti andata incontro ad un progressivo degrado, sul quale abbiamo più volte richiamato l’attenzione e che ha avuto come conseguenza l’impossibilità di qualsiasi forma di fruizione pubblica, a differenza di quanto accadeva ai tempi del possesso da parte del principe Giovanni del Drago.

L’auspicio è dunque che la nuova proprietà voglia investire passione, energie e risorse economiche per salvaguardare e recuperare un bene culturale ed ambientale di straordinario valore, acquisendo piena consapevolezza del suo rilievo per l’identità storico-culturale delle comunità che abitano il territorio del lago di Bolsena”.

Il Club per l’Unesco Viterbo Tuscia è attualmente impegnato, insieme ad altre associazioni e istituzioni locali, nel percorso di costruzione del Contratto di bacino del Lago di Bolsena, uno strumento di programmazione territoriale con cui la Regione Lazio intende promuovere forme di programmazione negoziata ai fini della riqualificazione ambientale dei bacini idrografici secondo i principi comunitari di partecipazione democratica alle decisioni, attraverso attività di sensibilizzazione e promozione, coinvolgendo Enti pubblici e privati, associazioni di categoria e tutti gli altri soggetti presenti sul territorio.

“L’invito a raccogliere la sfida, dimostrando sensibilità e lungimiranza, è rivolto – oltre che agli enti locali e alle rappresentanze territoriali – alle varie espressioni della cittadinanza attiva tra le quali speriamo, da oggi, di annoverare anche la Fondazione Luigi Rovati”; così il Club per l’Unesco Tuscia.

Natale Viterbo