L’infomobilità sul Ponte del Paradosso è un quasi-scempio

L’infomobilità sul Ponte del Paradosso è un quasi-scempio

Una città che mira ad essere un gioiello turistico ha bisogno di accortezze e non di brutture. Ha bisogno di ragionamenti-al-limite-della-noia su ogni intervento estetico. Le telecamere del Ponte del Paradosso invece sembrano messe senza proprio tener conto del loro impatto visivo.

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Un paradosso al Paradosso: deturpato il ponte che divide San Pellegrino e Pianoscarano. L’infomobilità, che sta partendo in questi giorni e che prevede anche la chiusura del traffico veicolare in certe zone del centro storico, già aveva iniziato a suscitare ilarità se non fastidio per le numerazioni poco resistenti, tanto che a pochi giorni dal loro posizionamento molte erano saltate. L’assessore Ricci aveva poi promesso che l’azienda avrebbe provveduto a sistemare il tutto e i lavori per informatizzare il sistema dei parcheggi e del traffico cittadino hanno proseguito (qui).

In questi giorni sono state posizionate le telecamere all’accesso del quartiere di San Pellegrino. Una di queste, quella dal lato-Pianoscarano è un quasi-scempio. Basta guardare le foto per capire come quel palo sia posizionato senza tener minimo conto della bellezza del borgo, con i cassoni che lo accompagnano in bella vista. Si sarebbe potuto fare diversamente? Si poteva trovare una soluzione meno invasiva?

Una città che mira ad essere un gioiello turistico ha bisogno di accortezze e non di brutture. Ha bisogno di ragionamenti-al-limite-della-noia su ogni intervento estetico. Le telecamere del Ponte del Paradosso invece sembrano messe senza proprio tener conto del loro impatto visivo.