L’ex deputato 5 Stelle Bernini dice no al Governo: “Confermo il mio no a questo esecutivo”

L’ex deputato 5 Stelle Bernini dice no al Governo: “Confermo il mio no a questo esecutivo”

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bernini dice No al Governo giallo-verde nato ieri sera. “Per quanto mi riguarda – scrive sulla propria pagina Facebook – confermo il mio NO al contratto siglato tra M5S e LEGA quindi la mia contrarietà a questo esecutivo”.

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L’ex deputato del Movimento 5 Stelle Massimiliano Bernini dice no al Governo giallo-verde nato ieri sera. “Per quanto mi riguarda – scrive sulla propria pagina Facebook – confermo il mio no al contratto siglato tra M5S e LEGA quindi la mia contrarietà a questo esecutivo”.

Bernini aveva già dichiarato di aver votato contro durante la consultazione sulla nascita del Governo e sul Contratto. Bernini dice di non condividere “la narrazione semplicistica e fomentatrice su alcuni temi estremamente delicati come l’immigrazione che richiederebbero invece ben altri approcci molto più approfonditi. Non condivido – aggiunge – l’aspetto sulla “difesa personale sempre legittima” visto che nel corso dei 5 anni di mandato parlamentare come Portavoce del M5S, ho visto da vicino i modi “da benzina sul fuoco” che la Lega e tutto il centrodestra hanno utilizzato su questo tema”.

Anche i diritti civili per Bernini non sono irrinunciabili. “Non mi convince l’assenza di riferimenti alle unioni civili, alla legalizzazione delle droghe leggere, alla smilitarizzazione delle forze di polizia, alla ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato o di una Polizia Ambientale ad ordinamento civile, all’abolizione degli studi di settore, alla soppressione del finanziamento alla scuola privata, alla riforma della protezione civile, ecc., tutti temi di cui ci siamo occupati nel corso della XVII legislatura, con leggi e proposte votate anche in rete dai Cittadini.

Non capisco, probabilmente per un mio limite, la questione della legge sul salario minimo che rischia di appiattire verso il basso le remunerazioni delle varie tipologie di lavoro e non mi convince affatto l’istituzione di un “Ministero per le disabilità” (compreso il nome) e il punto relativo ai campi nomadi”.