Leggi l’alfabeto de La Fune – La top ten

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Una settimana tra inceneritore e luci di Natale anni Settanta per le vie di Viterbo. Ma anche ascoltando Enrico Contardo e Alvaro Ricci. Scopri i personaggi e le notizie principali di questi ultimi giorni.

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A come “attendere”. E’ quanto sta facendo Palazzo dei Priori sul fronte del termalismo. Questi ultimi giorni di dicembre si annunciano come particolarmente complessi. Il 17 dicembre dovrebbe pronunciarsi il Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar che autorizza i Sensi a utilizzare quanta acqua termale necessaria al funzionamento di Terme dei Papi. Non è così scontato che la decisione sia nota in tempi brevi e intanto dal 31 dicembre entra in vigore la delibera comunale che dimezza a 22 litri al secondo il consumo della storica struttura di Strada Bagni. Tra Comune e Sensi è guerra fredda sull’acqua calda delle terme.

B come “baroni” della cultura. Qualcuno si è arrabbiato, forse giustamente, perché non abbiamo fatto nomi e cognomi. Ci interessava fotografare un fenomeno, ma interrogheremo La Palice.

C di “Contardo” Enrico. Al secolo “commissario” comunale, insieme a Lallo Ubertini, di Forza Italia. In un’intervista alla Fune ha dichiarato di guardare con interesse a Salvini e di rimanere tra i forzisti nella speranza che qualcosa cambi. Ha lanciato un appello ai giovani ad avvicinarsi al partito, promettendo meritocrazia anziché nonnismo. “Papi” permettendo.

E di “Eroika”. Qualcuno avrebbe preferito una più spudorata ‘Erotika’, ma questo evento bagnaiolo sembra mettere Viterbo su un giusto binario. Quello che punta a sfruttare la storia del territorio per acchiappare turisti e visitatori limitrofi. Un appuntamento curato nei dettagli e molto suggestivo, che lascia ben sperare. Indiscrezioni dicono che a Delli Iaconi sarebbe stato offerto un vestito da lanzichenecco, ma avrebbe rifiutato per paura della Pucciarella.

I come “inceneritore”. E’ stato l’argomento più bruciante tirato fuori da La Fune in questa settimana. Siamo rimasti meravigliati dal silenzio generale, da parte degli amministratori locali. Un silenzio che puzza, più dei rifiuti nella compostiera.

N di “Natale”. Ha avuto grande successo la nostra riflessione sulle luci anni Settanta nel centro di Viterbo. Nel giro di dodici mesi siamo passati dalle pretese di fare un ‘Festival delle luci’ a quattro lampadine smorte. I soldi stanziati dal Comune per le festività 2014 però non sono diminuiti. Quest’anno tira tanto il gospel e vanno alla grande le mostre sacre. Che dire?

M di “Milano” 2015. Ma quanti viterbesi stanno realmente guardando a Expo come un’occasione? La domanda è importante e, da quello che vediamo, oltre all’assessore preposto Giacomo Barelli in pochi ne parlano. L’unico sembra essere Andrea De Simone di Confartigianato, associazione di categoria che ha pensato anche un calendario 2015 sui temi dell’esposizione internazionale. Un appello: non lasciatelo solo.

R di “Ricci Alvaro”. Ha dichiarato che col suo lavoro sul centro storico sono arrivati risultati mai raggiunti in 20 anni. Forse è per questo che è stato sostituito.

S come “Scaramuccia” Andrea. Commentando dall’Inghilterra, dove si è recentemente trasferito a vivere, la politica viterbese ha fatto una profezia: “Con Salvini assisteremo ad altri miracolati della politica. Può farcela anche una scopa, così come negli anni d’oro poteva avere successo politico anche un barattolo di Nutella”. Ogni riferimento a Giulio Marini e Marcello Meroi è puramente voluto.

T come “Talete”. La società di gestione idrica viterbese non naviga in buone acque. I sindaci sembrano voler ricoprire il ruolo dei “lavativi” e del Parca (il piano di recupero presentato dal nuovo presidente Stefano Bonori) hanno accettato tutto, tranne la sostanza. Leggi ricapitalizzazione. Dopo il 31 dicembre entreranno in funzione i dearsenificatori e, tolto il primo anno dove è previsto un intervento di sostegno economico da parte della Regione Lazio, questa soluzione all’arsenico finirà per creare ulteriori costi. A gennaio le acque saranno agitate dai 153 lavoratori dell’azienda, che affronteranno le festività con grandi paure sul futuro.