Leggi l’alfabeto de La Fune – La top ten

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Settimana di forti venti leghisti su Vitero, ma anche di continua evocazione delle parola "Corte dei Conti" a Palazzo dei Priori. Scopri i protagonisti e i fatti di questi ultimi giorni in dieci lettere.

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AlfabetoB di “Babbo Natale”, ne stanno arrivando tanti in città ma a convincere di più è stato quello di piazza Fontana Grande. Quello con il pollice sempre alzato in tutte le foto, che è arrivato per animare il villaggio natalizio organizzato dalla consulta del volontariato. La sua slitta, trainata dai pony del mitico “Perugino”, ha portato allegria per le vie del centro. Un punto di luce in una città di semitenebra (ogni riferimento alle lucette da cimitero appese per le vie del centro è puramente voluto).

C come “Corte dei Conti”. E’ la parola più gettonata della settimana a Palazzo dei Priori. Martedì scorso è stata tirata fuori durante la commissione sul destino delle partecipate ed è ritornata in auge nel consiglio di giovedì sul Natale viterbese. Suggeriamo, visto che se ne sente così tanto il bisogno, di aprire una sede distaccata della magistratura contabile con affaccio su via Ascenzi.

F di “famacie” ma anche di “Francigena”. Doveva essere la settimana delle partecipate, ma alla fine non si è arrivati a nessuna decisione. La seconda commissione ha deciso di vendere il ramo tecnologico (riscaldamenti) e una farmacia. La quinta ha però messo in crisi la linea. Doveva finire tutto in consiglio, ma poi il Natale ha mandato in secondo ordine tutto. Una cosa è certa: il cerchio sulle partecipate si restringe. C’è chi in questa settimana ha picchiato forte sulle assunzioni, dicendo che Francigena è stata inzeppata di personale. “Dedicato a tutti quelli che” un lavoro non ce l’hanno… direbbe Eros Ramazzotti.

I come “inceneritore”. Il sasso dell’argomento l’abbiamo lanciato, ma evidentemente la questione scotta e si preferirebbe mandare il dibattito in fumo. Insomma stiamo entrando nell’ordine d’idee che le cose vanno bruciate.

M della doppia M viterbese, mister “Marcello Meroi”. Ha raccontato scenari apocalittici sul futuro dell’ente di via Saffi. Effettivamente il problema c’è ed è grosso come una casa, ma in parecchi potrebbero continuare a dare ragione a Del Rio proprio analizzando gli anni di amministrazione Meroi. Una melassa continua di crisi e controcrisi.

O di Olimpiadi. Renzi ha parlato di possibilità di un evento decentrato e nella Tuscia si è iniziato a sognare. Il primo è stato Sergio Insogna, che a dispetto del cognome un pisolino l’ha schiacciato. E subito, nella fase onirica, gli sono apparse strutture sportive nuove anche a Viterbo. Proprio per ospitare un pezzettino dei giochi olimpici. Poi è sbucato Sutri, con il golf. Incrociamo le dita.

P come “PalaMalè”. Mentre il comico romano Battista faceva perdere di risate l’orientamento ai viterbesi presenti al suo spettacolo, l’attenzione è stata catturata da del materiale in caduta libera dal tetto del palazzetto. E’ il caso di pensare a un PalaMalè 2, meno ambizioso dell’aeroporto di Viterbo ma comunque importante.

S di “saluti romani”. Umberto Ciucciarelli, uno dei leader del triumvirato salviniano viterbese, si è un po’ incavolato con gli Sbottonati per i commenti che i conduttori hanno fatto a seguito della sua frase “saluti romani”. Per Ciucciarelli serve un nuovo motto: “credere, obbedire, #stacce”.

T di “Talete”. L’assemblea dell’Ato ha dato un bello scossone e la società idrica dovrebbe rimettersi in carreggiata. Previsti rincari in bolletta e rimane l’incognita dei costi degli impianti di dearsenificazione. L’acqua nella Tuscia diventa sempre più amara.

V di vigili del fuoco. Chiuso il centro sommozzatori di Viterbo. In tanti si sono chiesti il senso della crescita abnorme della protezione civile, mentre i vigili subiscono costanti tagli. Su questo argomento servirebbe un’inchiesta giornalistica, cercheremo di attrezzarci.