L’Efebo di Sutri torna a casa, da oggi è possibile visitare la statua ritrovata nel 1912

L’Efebo di Sutri torna a casa, da oggi è possibile visitare la statua ritrovata nel 1912

Novembre 1912, due contadini di Sutri: Giacomo Brigotti e Giuseppe Bomarsi; trovano, lavorando un terreno, una statua in bronzo. Un giovane nell’atteggiamento di acconciarsi e specchiarsi: è l’Efebo di Sutri e risale al I sec. d.C. La scultura era conservata presso il Museo Nazionale Romano, fino a ieri.

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Novembre 1912, due contadini di Sutri: Giacomo Brigotti e Giuseppe Bomarsi; trovano, lavorando un terreno, una statua in bronzo. Un giovane nell’atteggiamento di acconciarsi e specchiarsi: è l’Efebo di Sutri e risale al I sec. d.C. La scultura era conservata presso il Museo Nazionale Romano, fino a ieri.

Lontano dagli occhi lontano dal cuore, il giovane bronzeo latitava da cento anni non solo dalla sua città, ma anche dalla coscienza e conoscenza dei sutrini.

E’ stato proprio per ricucire questo strappo storico e di memoria che il delegato alla cultura del Comune di Sutri, Ercole Fabrizi, si è fatto promotore insieme al sindaco Guido Cianti e all’amministrazione comunale del recupero di “un patrimonio di inestimabile valore per l’antichissima Città di Sutri”.

Un importante viaggio di ritorno per rientrare nell’Antichissima Città, l’Efebo dopo cento anni si è ritirato nelle sue stanze, presso i locali del Museo del Patrimonium di Sutri. Era il 14 luglio del 2012. Nell’ottobre del 2013, dopo quindici mesi, l’opera rientrava nel deposito del Museo di palazzo Massimo alle Terme. Oggi, 16 dicembre del 2016, nuovamente, sarà possibile ammirare l’Efebo presso le sale del Museo del Patrimonium di Sutri.

La statua, ora conservata al Museo Nazionale Romano nel complesso monumentale delle Terme di Diocleziano a Roma, rappresenta una figura maschile giovanile nuda in posizione eretta con il braccio destro sul capo e il sinistro piegato in modo da portare ad altezza del volto un’oggetto ora mancante, forse uno specchio.

Il giovane ha i capelli lunghi raccolti sopra la testa e stretti attorno alla nuca da un cercine, intorno al quale sono accolte le ciocche più lunghe. La testa è più piccola rispetto alle proporzioni del corpo e il collo lungo e sottile. Il braccio destro è sulla testa ma portato in avanti e sembra svolgere un’azione a cui concorrono gli occhi e il braccio sinistro. Guardando la statua si ha l’impressione che il giovane si stia acconciando i capelli e si stia specchiando. Il viso e gli occhi sono, infatti, rivolti verso l’oggetto mancante suffragando così l’idea dello specchio. La gamba destra è tesa e sostiene il peso del corpo mentre la sinistra è flessa e leggermente arretrata.

Il giovane è stato ritratto con un atteggiamento elegante che si riflette anche nella linea generale della figura.L’efebo di Sutri fa parte di una numerosa serie di figure di giovani rappresentati in questa posizione, presenti in molti musei. Il creatore di questo genere di opera è Prassitile di cui la nostra statua è una copia del primo periodo imperiale.

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