Le Faggete dei Monti Cimini e di Monte Raschio sono Patrimonio dell’Umanità

Le Faggete dei Monti Cimini e di Monte Raschio sono Patrimonio dell’Umanità

L'alto riconoscimento è arrivato nel fine settimana da Cracovia dove erano riuniti i membri dell'UNESCO che hanno poi deciso per il sì.

ADimensione Font+- Stampa

L’alto riconoscimento è arrivato nel fine settimana da Cracovia dove erano riuniti i membri dell’UNESCO che hanno poi deciso per il sì. Nella città polacca a sostenere il progetto davanti agli esperti c’era il prof. Alfredo Di Filippo del Dafne dipartimento al quale appartiene anche il prof. Gianluca Piovesan. I due docenti dell’Università della Tuscia hanno coordinato per l’Italia il grande e lungo lavoro scientifico svolto sotto la regia del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la direzione internazionale del Ministero Ambiente dell’Austria.

In Italia il progetto di espandere il sito seriale Unesco è stato sostenuto dal Ministero dell’Ambiente e dai Carabinieri forestali, e interessa le faggete vetuste del Parco degli Abruzzi, del Casentino, Pollino e Gargano e i preziosi nuclei ubicati nei comuni di Soriano nel Cimino e Oriolo Romano. La motivazione dell’alto riconoscimento è stata individuata nella elevata naturalità di questi ecosistemi dominati dal faggio distribuiti lungo tutto l’Appennino e rappresentativi della diversità dei processi ecologici nella Regione del Mediterraneo Centrale.

“È stato un lavoro lungo, durato anni – ha spiegato il professor Gianluca Piovesan – svolto in collaborazione sinergica tra le diverse amministrazioni dello Stato dai Parchi Nazionali ai Comuni che hanno creduto e voluto fortemente questo riconoscimento”.