Le dieci persone dell’anno: da Bigiotti a Viterbix, eccoli in ordine alfabetico

Le dieci persone dell’anno: da Bigiotti a Viterbix, eccoli in ordine alfabetico

Dieci persone che in un modo nell’altro hanno segnato, nel bene, nel male o semplicemente per presenza sui media e sulla cronaca locale, hanno lasciato un segno nel 2016. Le dieci persone che abbiamo selezionato arrivano dalla cultura, dalla politica, dall’amministrazione, dalla società civile, dal mondo reale, dalla satira e dallo sport.

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Bigiotti, Iacomini, Mammorappo, Mecarini, Moltoni, Pagnanelli, Papalini, Pelliccia, Piermatti e Viterbix. Più una menzione speciale, che lasciamo in fondo.

Sono le dieci personalità che secondo La Fune hanno segnato l’anno che si sta per concludere. Dieci persone che in un modo nell’altro hanno segnato, nel bene, nel male o semplicemente per presenza sui media e sulla cronaca locale, hanno lasciato un segno nel 2016. Le dieci persone che abbiamo selezionato arrivano dalla cultura, dalla politica, dall’amministrazione, dalla società civile, dal mondo reale, dalla satira e dallo sport.

In ordine alfabetico, ecco perché.

Francesco Bigiotti, sindaco di Bagnoregio, già tra i primi nella scorsa edizione del titolo che la redazione de La Fune ha deciso di assegnare dal 2015. Il sindaco di Bagnoregio l’anno scorso aveva ricevuto una menzione speciale per il rilancio di Civita di Bagnoregio e per l’abbattimento delle tasse comunali. Quest’anno Civita ha avviato il suo percorso per essere riconosciuta come “patrimonio mondiale dell’umanità” dell’Unesco. Un fatto importante che va sottolineato.

Giuseppe Iacomini, giovane portiere del Ronciglione United, tra agosto e settembre è stato al centro delle cronache per aver lanciato un’idea di solidarietà importante: grazie a una sua iniziativa invece dei gagliardetti nei campi di calcio i capitani delle squadre hanno iniziato a scambiarsi le ricevute dei bonifici per Amatrice, colpita da poco dal terremoto. Una iniziativa che è stata promossa poi anche dalla Lega Nazionale Dilettanti e ha portato anche la Figc ha versare 500mila euro per le popolazioni terremotate.

Mammorappo, Ha’ capito come? Chi come lui ha celebrato con leggerezza la viterbesità? Forse mai nessuno. Per lui nel 2016 due tormentoni, uno uscito in questi giorni: lo potete ascoltare qui.

Massimo Mecarini, lui insieme al Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa che presiede, insieme al Capofacchino Sandro Rossi e al Comune di Viterbo, ha creduto fermamente in un Trasporto straordinario. Ci ha creduto così tanto, che lo ha, di fatto, realizzato. Una data quella del 3 settembre 2016 che sarà ricordata per quell’allungo interminabile del percorso della Macchina fino al Sacrario.

Francesco Moltoni. Sulla sua testa, è proprio il caso di dirlo, si è giocato il caso politico più spinoso e feroce dell’anno. Uno dei più complessi degli ultimi anni. Moltoni è stato l’oggetto del contendere, è stata la scusa su cui aprire una crisi di maggioranza, è stato l’oggetto delle mire della maggioranza e alla fine il simbolo di un centrosinistra che non c’è più, che ha votato in maniera sparpagliata sulla sua decadenza. Alla fine, sul Consiglio comunale, ha vinto lui.

Bruno Pagnanelli, dall’Antartide con passione. Quando un viterbese andrà su Marte e porterà con sé il bozzetto di una Macchina di Santa Rosa potrà dire di aver superato Bruno Pagnanelli. Prima, no. Il viterbese Bruno da mesi vive in Antartide e nonostante le difficoltà di connessione continua a raccontarsi e a farsi raccontare. Racconta le sue suggestioni tratte da quel ghiaccio interminabile e da laggiù continua a informarsi e commentare le vicende politiche locali. Un uomo libero di mente e di spirito.

Carlo Papalini, imprenditore del Poggino è nella lista perché grazie alla sua determinazione e alle sue idee è riuscito a coinvolgere un centinaio (!!) di imprese in un progetto di re-branding del quartiere produttivo. Non sappiamo a che risultati porterà la sua azione, ma sappiamo che movimento dal basso come questi non sono semplici da attivare e quel che è già stato fatto è importante. Che questa nomination serva di buon auspicio.

Paolo Pelliccia. Servono poche presentazioni per il Commissario straordinario della Biblioteca Consorziale di Viterbo. Sta qui per rappresentare, in un certo senso, tutto il mondo della cultura locale, che deve fare le gincane per sopravvivere. Lui da anni le fa e nonostante il disinteresse di molti amministratori, è riuscito prima a dare una nuova luce alla Biblioteca e poi a salvarla: a ottobre infatti è arrivato l’annuncio della firma di una convenzione con la Regione che permetterà l’arrivo di oltre 300mila euro all’anno.

Rita Piermatti, prefetto di Viterbo. Mai un prefetto è stato così al centro della vita politica viterbese, mai un rappresentante territoriale del Governo centrale è stai mai criticato e attaccato in questo modo, mai è stato così presente nelle vicende politiche locali. Sotto la sua guida la Prefettura è stata messa in discussione dai big viterbesi. Si ricordano le parole dure di Ugo Sposetti e Giulio Marini, ad esempio. Ma non solo. L’avvio dell’azione popolare nei confronti di Francesco Moltoni e l’attacco ricevuto dai deputati Alessandro Mazzoli e Alessandra Terrosi, oltre che da molti sindaci del viterbese, per la gestione delle pratiche che riguardano l’arrivo dei rifugiati nel territorio. Mai un Prefetto è stato così al centro del dibattito.

Viterbix. A quasi due anni dall’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, abbiamo deciso di selezionare anche una delle poche espressioni di Satira viterbese. Un atto dovuto per Viterbix che da mesi commenta con il sorriso e con un giusto pizzico di cattiveria le vicende politiche locali.

 

Menzione speciale

Una menzione speciale per Giuseppe Fioroni. Nel 2015 lo avevamo selezionato come Persona dell’anno. “Fioroni pesa, ha pesato e peserà. È un dato di fatto incontrovertibile”. Avevamo scritto così. E avevamo ragione, tanto che ad oggi qualcuno pensa possa addirittura candidarsi a sindaco nel 2018. La scelta l’avevamo spiegata qui, per bene.

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