“Le bellezze di Orte vanno oltre l’intonaco, ma serve un nuovo progetto per il futuro”

“Le bellezze di Orte vanno oltre l’intonaco, ma serve un nuovo progetto per il futuro”

L'archeologo dell'Unitus Pastura risponde alle parole di Fuksas sugli intonaci della rupe di Orte e lancia una proposta per il futuro

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Nei giorni scorsi le dichiarazioni di Massimiliano Fuksas hanno animato la discussione a Orte. Secondo il noto architetto romano, infatti, i colori sfarzosi degli edifici del centro storico stanno “deturpando un monumento, con l’autorizzazione probabilmente della soprintendenza”. Per avere un’opinione più particolareggiata abbiamo raggiunto l’ortano Giancarlo Pastura, archeologo medievalista dell’Università della Tuscia, che recentemente ha condotto uno studio sull’edilizia storica di Orte in età medievale.

“Fuksas non ha detto niente di nuovo. I colori degli edifici di Orte sono quelli approvati da un piano del colore, che esiste e che sicuramente è elaborato con la collaborazione della soprintendenza. La critica verso le istituzioni, quindi, è condivisibile, quello che non può essere condivisa è che si sta distruggendo il paese. Orte è tanto altro sia sotto il punto di vista turistico che quello archeologico”.

“È chiaro a tutti che negli ultimi 40 anni – dice Pastura ricordando il documentario di Pasolini sulla città – c’è stata una mancanza di lungimiranza nella stesura di un piano del decoro urbano e dell’ornato e nella salvaguardia del centro storico. Siamo in netto ritardo, ovviamente, e anche se la nuova amministrazione facesse un piano già domani, i risultati non si vedrebbero subito. Altri centri storici, come Orvieto, hanno adottato questi piani 50 anni fa e ora si vedono i risultati che hanno portato”.

“Ogni paese, però, ha le sue esigenze e non si possono copiare i piani di altri paesi. Anche per quanto riguarda il colore vanno eseguite ricerche sulla storia di Orte e le caratteristiche delle sue abitazioni. Le facciate di Orte, infatti, non sono come quelle di Orvieto, e le situazioni di degrado e strutturali che impone che ci sia un’intonacatura. Si può discutere sui colori, ma se la soprintendenza li ha approvati un motivo ci sarà”.

“La nostra città, però, offre anche molto altro sotto il punto di vista culturale e turistico, a partire da Orte Sotterranea, che è diventato il vero biglietto da visita della città. Speriamo comunque – conclude Pastura – che quest’ulteriore discussione su Orte sia la scintilla che porterà a un nuovo piano dell’ornato per la città, di cui si sente veramente il bisogno ormai”.

 

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