Lavoro alla viterbese, una storia di prassi che vale solo per alcuni

Lavoro alla viterbese, una storia di prassi che vale solo per alcuni

I posti di lavoro vanno sempre difesi? La politica deve impegnarsi per tutelare i lavoratori nei vari passaggi di aziende che hanno a che fare con il Comune e i servizi da questo offerti o no? A Viterbo si va a intermittenza. A volte sì, a volte no.

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Viterbo dall'alto“E’ sempre accaduto  che la ditta subentrante abbia riassunto i dipendenti che c’erano prima”, questa la frase del consiglio comunale di ieri che ha più attirato la nostra attenzione.

A pronunciarla il consigliere Luigi Maria Buzzi di Fratelli d’Italia. Il contesto è quello del passaggio di consegne dell’appalto mense scolastiche tra due aziende. Passaggio di consegne che ha lasciato fuori al momento una decina di lavoratori. La frase di Buzzi è ragionevole, ed è stata condivisa un po’ in generale. Ma nella storia del Comune di Viterbo è realmente sempre accaduto che le ditte subentranti hanno assunto il personale?

Ci viene in mente l’assurda storia di un paio di lavoratori delle strisce. Assunti da Francigena furono trasferiti, in seguito alla decisione di esternalizzare il servizio, alla ditta subentrante. Poi la ditta è in qualche modo saltata, i lavoratori sono finiti in mezzo alla strada e ora sono a spasso. Disoccupati, con mogli e figli. Nessuno si è più interessato di loro, eppure le strisce continuano a essere fatte. Ragionamento similare sui parcheggi. Da una cooperativa a Francigena e lavoratoti in mezzo alla strada. Con tanto di epopee legali, non ancora chiuse.

E’ dunque “sempre accaduto che la ditta subentrante abbia riassunto i dipendenti che c’erano prima”?. Forse nella storia delle mense sì, in generale non ci pare. Forse funziona così il mercato del lavoro viterbese, un po’ a intermittenza. Forse funziona così la politica viterbese: a volte si fa carico delle situazioni e a volte se ne lava le mani.

Non proprio una buona ricetta.