Lavori in via Cairoli, FdI: “Non c’è nessuna garanzia sui tempi di consegna”

Lavori in via Cairoli, FdI: “Non c’è nessuna garanzia sui tempi di consegna”

Non usano giri di parole i consiglieri comunali di Fdi, Luigi Maria Buzzi, Gianluca Grancini e Claudio Ubertini, per esprimere la netta bocciatura del recente intervento di rifacimento del manto stradale in una delle vie più importanti e centrali di Viterbo.

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“Lavori in via Cairoli, l’ennesima espressione di una giunta fallimentare e senza alcuna attenzione nei confronti dei cittadini”.

Non usano giri di parole i consiglieri comunali di Fdi, Luigi Maria Buzzi, Gianluca Grancini e Claudio Ubertini, per esprimere la netta bocciatura del recente intervento di rifacimento del manto stradale in una delle vie più importanti e centrali di Viterbo.

“L’affidamento dei lavori fatto con la procedura della cosiddetta media mediata non fornisce alcuna garanzia circa la tempistica e la realizzazione finale – continuano i consiglieri -.

Avendo infatti effettuato una scelta meramente dal punto di vista economico – proseguono – si rischia di sacrificare l’esecuzione dell’opera penalizzando l’aspetto qualitativo.

Il Comune in realtà avrebbe dovuto applicare il criterio dell’offerta migliorativa, basata sulla combinazione di diversi elementi: oltre al miglior rapporto qualità/prezzo, infatti, bisognava tener presenti ulteriori criteri oggettivi, quali gli aspetti qualitativi, ambientali o sociali, connessi all’oggetto dell’appalto, insieme alle condizioni di consegna quali la data, il processo di consegna e il termine di esecuzione.

Così facendo si potevano avere, di certo, delle offerte che avrebbero fornito maggiori garanzie circa la consegna in tempi certi dell’opera conclusa”.

“Inoltre, per accelerare la tempistica, il Comune avrebbe dovuto prevedere tre turni di lavoro, e non uno solo, così facendo si sarebbero ridotti notevolmente i disagi dei cittadini ma soprattutto dei commercianti che in quella via lavorano con attività anche trentennali”.

“Nel caso di via Cairoli – concludono – si sono disattesi tutti gli elementi della buona politica che, come punto di partenza e di arrivo dovrebbe avere il benessere della comunità.

In particolare qui si sarebbero dovuti valutare, oltre al mero aspetto tecnico ed economico, anche altri parametri fondamentali, inoltre gli amministratori avrebbero dovuto fornire delle indicazioni di massima per orientare il lavoro dei tecnici e dei dirigenti. Cosa che, puntualmente, non si è verificata, nell’assoluto disinteresse di chi la città la vive tutti i giorni. E non certo dal chiuso di un’aula consiliare”.

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