L’anima delle Terme Inps è tornata in Strada Bagni. “Il Comune rompa il coma!”

L’anima delle Terme Inps è tornata in Strada Bagni. “Il Comune rompa il coma!”

L'anima delle ex Terme Inps è tornata a farsi sentire in strada Bagni. Oggi pomeriggio gli ex lavoratori della gloriosa struttura termale si sono ritrovati davanti ai cancelli per chiedere al Comune di fare il suo. Per ridare alla città una prospettiva di città termale e creare posti di lavoro.

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L’anima di quelle che oggi tutti chiamano ex Terme Inps è tornata ad aggirarsi dalle parti di Strada Bagni. Presenza fisica e manifesti al di qua dei cancelli (malconci) che perimetrano il glorioso complesso, ormai ridotto a un ammasso di macerie. 80 ex lavoratori della Terme dei Lavoratori sono ricomparsi a presidiare l’ingresso di quei sette ettari di parco termale, che per decenni hanno rappresentato la principale realtà produttiva del capoluogo della Tuscia.

Tutto spazzato via agli inizi degli anni Novanta. Via i cento lavoratori a tempo indeterminato, via i cento stagionali, via il decoro dalle strutture in cemento armato e soprattutto via l’acqua. Non c’è più, prosciugata. Ogni anno questi lavoratori si ritrovano, una ventina purtroppo mancano ormai all’appello. Sotto la guida di Franco Marinelli, leader del movimento Solidarietà Cittadina, intendono urlare per rompere il sonno di un’intera città e degli inquilini che si sono dati il cambio a Palazzo dei Priori.

Le ex Terme Inps, dopo lo schifo di questi decenni, trascorsi a contemplare “il morto” senza troppo rammaricarsi, possono tornare a esserci. E il loro ritorno sembrerebbe strategico per aprire la strada alla nascita della tanto decantata città termale. La Regione ha dato mandato al Comune di risolvere la partita, con una gara europea per l’affidamento della struttura. Ma Palazzo dei Priori ha paura, perché manca l’acqua termale. E questa è la vera partita che va risolta, quella con la famiglia Sensi. La famiglia che ha fatto grandi le Terme dei Papi, che ha di fatto giocato la parte del leone sul termalismo viterbese. Per ridare acqua alle Ex Inps è necessario ridurre i 40 litri al secondo utilizzati dai Sensi. Il Comune ha cercato di aprire un confronto, diventato in pratica un braccio di ferro.

I lavoratori oggi erano lì per dire agli inquilini di Palazzo dei Priori di interrompere il sonno. O si ridà l’acqua alle ex Terme Inps e si gettano le basi per costruire la città termale oppure tutto resterà così. Viterbo resterà così, una trita città di provincia capace solo di buttare alle ortiche tutte le sue possibilità.