L’Alfabeto della settimana – Leggi la top ten viterbese

L’Alfabeto della settimana – Leggi la top ten viterbese

Parte una nuova rubrica che ogni settimana cercherà di aprire nuovi spazi di riflessione su quanto sta accadendo, cercando anche di farvi un po' divertire.

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imageLanciamo un nuovo spazio domenicale dove proveremo a fare un po’ il punto, in maniera divertente e divertita (speriamo!), su quello che succede ogni settimana. Dieci lettere per darvi un flash e magari attivare qualche riflessione. Ecco le prime dieci lettere dell’Alfabeto de La Fune.

 

A come “alleanze”. Questa è stata una delle lettere protagoniste della settimana appena trascorsa. Palazzo dei Priori ha subito una serie di scossoni e scie sismiche sussultorie. Ha aperto le danze l’uscita da ‘Oltre le Mura’ di Goffredo da Viterbo Taborri. La sua mossa ha aperto la scena a una trama sheaksperiana. A quelli di Sel sono usciti bubboni sulla cute. Effetto allergico al sedere nella stessa maggioranza con uno di centro destra, per quanto nuovo?

B di Barelli Giacomo. In caso di uscita di Viva Viterbo dalla maggioranza sarebbe in sostanza l’unico dei suoi a rimanere col cerino in mano. Un po’ come è successo a Francesco Cerra dell’associazione Tetraedro. Lo stesso in una lettera aperta al sindaco ha raccontato di come si fosse accordato con Barelli per determinate cifre su determinati spettacoli, per poi vedersi riconosciuto circa un quarto del totale. Nemesi storica?

C di Cervo Gian Maria. È finito, grazie al suo QdA anche su Mattino Cinque di Mediaset. Una battuta sull’importanza della qualità per ottenere i risultati. Chissà se le tv nazionali parleranno di Viterbo anche grazie alla sagra della porchetta?

E di Etruschi, più dell’anno a loro dedicato servirebbe un lavoro costante per la valorizzazione e promozione di questo grande bene che la storia ha lasciato in eredità anche alla Tuscia. Per iniziare vi ricordiamo che questa domenica la Pro Loco di Viterbo, invece di pulire la cacca di piccione da davanti alla propri sede (perché solo loro dovrebbero pulire non lo abbiamo ancora capito), ha organizzato un’escursione a Castel d’Asso e Poggio Giudio (chiuso dal 2006). Così, tanto per dire.

G di giovani. Ma a Viterbo ce ne stanno ancora? E che fanno? Quei pochi che hanno “sfondato” sono gregari di qualcuno o persone capaci di fare la differenza? Le risposte sul nuovo numero di Mistero, in edicola.

L come lavoro. Manca da starci male e la classe dirigente locale sembra priva d’idee. Avete presente i fedelissimi del papa nel film Il marchese del grillo?forse serve un ricambio.

P di piccioni. Nel centro storico di Viterbo sono sempre numerosissimi. Un anno fa avevamo suggerito all’assessore Ricci alcuni rimedi. Ci rispose che avrebbe commissionato uno studio serio all’università e che lui “la fune la compra dai funari di Foligno”. Obiettivamente l’ha detto alle persone sbagliate!

R come Ricci Alvaro, finito nel mirino di Filippo Rossi perché va avanti da solo. Se lo sono chiesto in tanti: meglio rimanere fermi tutti insieme? Si fa per chiedere.

S come Solidarietà Cittadina. Si erano affacciati alla scorsa competizione amministrativa ottenendo un risultato evanescente. Ora però guidano la battaglia per la città termale. Si tratta di una partitaccia, piena di casini e fiumi carsici. Se i viterbesi capiranno che si sta parlando di posti di lavoro ne vedremo delle belle.

T di Gianni Tassi, uno dei pochi giornalisti che sono in qualche modo venuti su a Viterbo. Con la sua Dancalia, terra di conquista sta acchiappando pubblico al Museo della Ceramica. Prorogata fino al 12 ottobre, non male.