L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Dieci lettere per raccontare una settimana particolarmente intensa. Dal caso Esattorie ai fatti di Parigi, passando per "i"mbecilli e "p"ietre d'inciampo.

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alfaA come “arsenico”. La Tuscia dovrebbe essersi liberata da quella schiavitù, così tanto medioevale, di non avere l’acqua potabile dentro casa. Un 2015 all’insegna del progresso e della modernità? Sì, analisi Asl permettendo. Non rimane che incrociare le dita.

B di “bye-bye Bullicame”. C’è chi sta pensando di cercare i bagnanti che ogni giorno frequentavano le pozze rivolgendosi direttamente a ‘Chi l’ha visto?’.

C come “Charlie Hebdo”. I fatti di Parigi hanno segnato la settimana, anche alla latitudine di Viterbo. Abbiamo scoperto che oggi sono tutti Charlie, perché in fondo esserlo oggi “fa fico”. Tutti pronti a riempirsi la bocca con la libertà di stampa. Domanda: se lo ricorderanno anche quando qualche giornalista scriverà cosa scomode o poco gradite su di loro? Alla fine abbiamo scoperto che anche l’autorità giudiziaria italiana sequestrò negli anni Settanta le vignette scomode dei vignettisti di Charlie. Accadde a Tarquinia e all’epoca non c’era in zona neanche un musulmano.

E di Esattorie, Luisa Ciambella ha portato a casa un bel risultato questa settimana. Il Comune recupererà i 4 milioni e mezzo di euro che la società ha riscosso dai cittadini e non versato nelle casse di Palazzo dei Priori.

I di “imbecilli”. Tutti quelli che stravolgono i fatti, sperando di “raccapezzare” qualche voto in più alle prossime competizioni elettorali. Un consiglio: stare più sereni. Poco cambia se invece di una ventina ne prenderete 25.

M come “macroregioni”. Viterbo proiettata, dalla proposta di legge Morassut, all’interno della Regione Appenninica. Staremo vicini vicini con Umbria e Toscana. Va male ai novelli leghisti: da Lazio Nord ci ritroveremo a essere i terroni della nuova realtà regionale.

P come “pietre d’inciampo”. Serviva l’opera di un artista tedesco per riscoprire una storia che i viterbesi hanno affidato a una targa, peccato che per vederla servirebbe essere un superuomo. Ironie della storia, riadattate per gli etruschi.

Q come “Querciaiola”. Il sexy calendario di cui ormai tutti parlano ha fatto gol 233mila volte su youtube e c’è già chi pensa di lanciare un album di figurine. Quella più ricercata sarebbe quella di mister Zinna, per coerenza.

R di “rifiuti”: quanta carta, plastica, vetro hanno differenziato i viterbesi? A chi sono stati venduti? Quanto si è incassato? Le domande de La Fune, che vuole fare luce sul funzionamento del sistema di gestione dell’immondizia, sono approdate in consiglio comunale. Ringraziamo il consigliere Buzzi Luigi (Fdi) per averle poste direttamente al sindaco. Ora attendiamo la risposta ufficiale, i dati. Speriamo l’interrogazione di Buzzi non finisca nella spazzatura.

T come “tre settembre”. Un recente post facebook, comparso sulla bacheca del Sodalizio dei Facchini, lascia intendere che dobbiamo aspettarci di tutto per il prossimo trasporto. I cavalieri di Rosa infatti hanno rassicurato una cittadina che i politici saranno ben lontani dalla Macchina. Se fossimo nei panni del “giovin consigliere del Pd” ci terremmo alla larga anche da ogni luogo dove può essere possibile incontrare un facchino per tutti i 365 giorni dell’anno.