L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Dal Pranzo delle Cenere di Gradoli alla frase di Luigi Buzzi sul dialogo tra Forza Italia e Mori. Una settimana in dieci lettere belle cariche. Scopri cosa abbiamo scelto.

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A di “agricoltura”. E’ questo un campo, è proprio il caso di dirla così, dove giovani ma anche tanti disoccupati anche di altre età possono trovare una dimensione, dignità e soddisfazione. Finita l’era del triste mito dell’impiegato delle poste, con tutto il rispetto ci mancherebbe, bisogna tornare alla produzione. Così Coldiretti Viterbo sta organizzando un evento dove saranno raccontate storie del territorio. Ben fatto!

B di “Bagnoregio”. Questa settimana un altro importante passo avanti: l’inaugurazione della Casa della Salute con il presidente della Regione Nicola Zingaretti. Anche i turisti avranno un luogo dove essere assistiti in caso d’emergenza. Così si costruisce una città turistica. 

B2 di “Bullicame”. Palazzo dei Priori fa scena muta davanti a una serie di articoli pubblicati da La Fune per denunciare l’assurdo abbandono del parco. Abbiamo fatto un sondaggio per capire come i viterbesi interpretano queste mancate risposte: 1) Non leggono La Fune (25%); 2)In Comune non ci sono più nemmeno i computer le leggere La Fune (30%); Non sanno leggere (35%); A loro il Bullicame piace così, un po’ ruspante (10%).

C come “Ceneri”. L’appuntamento migliore è stato il Pranzo del Purgatorio a Gradoli, come sempre. Pantagruelico!

E di “ex Mattatoio”. Andateci perché è arrivata l’arte. 

M di “migranti”. Il tema è tanto serio quanto gestito, per tantissimi versi, “ad minchiam”. E dietro a tutto il dubbio strisciante che spesso sia tutto un meccanismo dove c’è qualcuno che fa soldi facili. Sarebbe importante attivare operazioni di grande trasparenza rendendo i conti pubblici, vigilando sul rispetto della dignità degli accolti ed evitando operazioni al limite della realtà come quella sulla Cassia Nord. Più che M di “migranti” “M” di “macello”, tutto italiano però.

M2 come “Marte”. Per raggiungere il pianeta rosso basta percorrere le strade della Tuscia. Questa volta non c’entra nulla la condizione delle strade, simili a Marte effettivamente per via delle mille buche. Piuttosto ha a che fare con il genio che ha sostituito l’ultima lettera dell’indicazione per il paesino lacustre di Marta con una “E”. Molto divertente. 

P di “Pd” ma anche di “perchè?”. Questa settimana c’è stato un cortocircuito in casa Dem a Viterbo. Qualcuno ha pensato di fare le tessere di iscrizione con il circolo chiuso direttamente sui gradini. Le ragioni rimangono misteriose, considerando che l’operazione avrebbe fruttato 17 tessere. 

T di Talete, Bengasi Battisti invita i consiglieri e sindaci a diffidare il presidente Ato Mauro Mazzola dalla svendita ad Acea. Chissà quanti lo seguiranno? E’ interessante vedere a questo punto anche cosa accadrà a Viterbo. 

V di “Vogliono solo mantenere il potere”. La frase della settimana l’ha regalata il consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Maria Buzzi. A domanda sul dialogo tra Forza Italia e Mori tira fuori una perla. 

Natale Viterbo