L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Una settimana con discrete emozioni. Dal balletto delle cifre spese per i festeggiamenti di Santa Rosa agli striscioni degli sportivi che hanno contestato l'amministrazione Michelini. Tutto condensato in dieci lettere.

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C di “Classe Dem. Dopo il varo della scuola di politica del Centro Studi Aldo Moro anche il Partito Democratico ha presentato ieri la propria. Tra i relatori annunciati ci sarà anche il ministro Boschi, già arrivato a Viterbo nelle scorse settimane su invito proprio del Centro Studi Aldo Moro. Le due realtà evidentemente si marcano molto stretto, il commissario tecnico della nazionale sembra intenzionato a portarle a Coverciano. Vicino Firenze, naturalmente.

D di “delegato allo Sport”. A Viterbo, non si è capito ancora perché, manca. Eppure siamo o non siamo la città che in qualche modo voleva costruire una candidatura alle Olimpiadi? Qualcosa non torna.

I come “immigrati”. 887 nella Tuscia ma i bene informati sanno che ne arriveranno degli altri. Il problema vero però non è tanto nel numero ma nel modo in cui la situazione sarà gestita. Tra affari economici e politici c’è da fare gli scongiuri.

M di “musica”. E’ bastato proporre un video del concerto dei Litfiba a Viterbo del 1985 e commentare “Quando a Viterbo c’era la musica” per scatenare il pandemonio. Tanti hanno apprezzato, altri hanno frainteso il senso dell’articolo. Sottolineando che a Viterbo la musica c’è e la colpa è dei giornalisti che non la seguono. Sono d’accordo, la colpa è dei giornalisti, “governo ladro”. (Non quello attuale, of course).

R come “referendum costituzionale”. Saranno due mesi scarsi di lotta politica forte e anche nella Tuscia le varie “macchine politiche” si sono messe in moto. Sabato i Cinque Stelle hanno portato il giudice Imposimato e venerdì 14 ottobre i forzisti si sono dati appuntamento nella sala della Provincia. E’ atteso anche il ritorno del ministro Boschi a Viterbo. Ne vedremo delle belle, a volte delle bellissime.

R2 di “ricominciamo”. E’ quanto devono essersi detti i due forzisti Francesco Battistoni e Giulio Marini. Un tempo grandi amici e principi “azzurri” e ora imprigionati in un presente politico in bianco e nero. Solo l’unione del centrodestra può rimetterli in qualche modo in corsa e in nome di questa prospettiva hanno avviato tra loro la politica del disgelo. Saranno infatti presenti allo stesso tavolo all’incontro del 14 per sostenere il No al referendum. “Poscia, più che ‘l dolor poté ‘l digiuno”, conte Ugolino docet.

S come “Santa Rosa pensaci tu”. E’ stata la settimana della “guerra di cifre” tra i Cinque Stelle e l’assessore Giacomo Barelli per le spese dei festeggiamenti del 3 settembre. 250mila euro l’esborso quantificato dai pentastellati, 100mila per l’uomo della giunta. Se la matematica non è un’opinione presto conosceremo la verità. Anche perché De Dominicis e i suoi hanno “sfidato” Barelli a duello. L’arma scelta? Il bilancio.

T di “tombaroli”. Abbiamo iniziato la settimana con un’inchiesta di Vice che racconta i predoni operativi, nel presente e nel passato, nel Viterbese. Abbiamo sfondato un tetto di lettori incredibile e nel video proposto non sono mancate le sorprese e i colpi di scena.

U come “Unindustria”. Cambio della guardia al vertice della sezione viterbese. Finisce l’era di Domenico ed entra Stefania Palamides. Ha un passato nell’azienda di ceramiche di famiglia, la Tecla di Civita Castellana, e si è dichiarata contenta della nuova sfida. I migliori auguri dalla redazione de La Fune.

V di “Villa Lante”. Dopo tanta passione e sofferenza e una campagna stampa che La Fune sta portando avanti ormai da diversi anni il gioiello di Bagnaia incassa un primo risultato: 137mila euro per lavori di consolidamento. Prima o poi anche i viterbesi riusciranno a mettere a frutto questo patrimonio, si spera prima di nuovi cedimenti.

 

 

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