L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

C2 di Cassia Bis, inutile protestare tanto non la sistemeranno mai. La devastazione e riduzione progressiva a mulattiera fa parte di un piano segreto per staccare la Tuscia dal mondo. Leggi le dieci lettere dell'alfabeto della settimana.

ADimensione Font+- Stampa

A di “arte contemporanea”. Arriva in città la mostra ‘Tra forma e segno’, direttamente da San Marino. In città se ne parla molto, con le solite fronde d’opinione tanto che nelle prossime ore butteremo giù un “bestiario”. Anche se si rivelasse un macello, sarebbe nel posto giusto: un ex mattatoio. Quindi un po’ di relax.

B di “belle fontane”. A Viterbo ce ne sarebbero e infatti tra le frasi che la definiscono c’è anche “città delle belle fontane”. Ma oggi si punta forte su “città d’arte e di cultura” e stiamo diventando specialisti in festival, al punto che qualcuno sta covando il sogno di realizzare il festival dei festival viterbesi. Un mostro gigante che li ingloba tutti, la tua testa funziona così quando purtroppo sei figlio e rappresentante del pensiero unico. Arriverà Jeeg Robot e ci salverà, bisogno avere fiducia ancora qualche mese.

C come “città”. Viterbo non è di quelle intelligenti. Il rapporto ‘Smart City index’, confezionato da Ernst & Young sulle città capoluogo relega al capoluogo della Tuscia un bel fondo classifica: 99esimo posto su 116. Dovrà farsene una ragione l’assessore Alvaro Ricci che alla prospettiva di una smart city ha dedicato tutto il suo impegno e la sua passione.

C2 di Cassia Bis, inutile protestare tanto non la sistemeranno mai. La devastazione e riduzione progressiva a mulattiera fa parte di un piano segreto per staccare la Tuscia dal mondo.

F di “frazioni”. Una volta erano municipi, poi ex municipi e oggi frazioni. Cosa è cambiato? Beh oggi pagano le stesse tasse dei viterbesi di città, poi esce un bando per eventi culturali e, ci vergogniamo a dirlo noi, ci sono 9mila euro. Amici di Grotte, San Martino, Roccalvecce e Bagnaia date retta: se volete fare qualche iniziativa girate per case come si fa per le feste dei santi, sicuramente la questua sarà più generosa.

G di “Giardino della Memoria”. Serve per disperdere le ceneri dei defunti che ne hanno fatto espressamente richiesta. E non fate gli scongiuri o gesti poco eleganti. Il posto è un po’ piccolo ma rappresenta un traguardo. Sono anni che l’associazione per la cremazione di Viterbo si batte con l’amministrazione comunale per portare a casa il risultato e su questo Michelini è stato bravo. Ha rispettato i tempi pattuiti con il presidente dell’associazione Linda Natalini. Può sembrare una piccola cosa ma anche questo è uno spazio di libertà in più.

M come “Mammorappo”. Preparatevi perché è stato avvistato ai quattro angoli della città per le riprese del video del singolo di straordinario successo cittadino ‘Ha capito come?’. Nelle riprese sono stati coinvolti tanti viterbesi. Anche per questo si preannuncia un boom di visualizzazioni. Memoribili gli scatti con Mammorappo su un cavalluccio delle giostre. Veramente da film.

P di “Passione”. Quella che si apre è la settimana santa e per non entrare in concorrenza con l’appuntamento religioso la maggioranza nominale di Michelini ha deciso di rinviare a dopo Pasqua le riunioni. Non avrebbero sopportato di farsi rubare la scena da altre storie.

S come “sicurezza”. Non so se avete notato ma in qualche modo è accaduto un fatto che dovrebbe farci riflettere. Sabato scorso un gruppo di cittadini ha bussato in Prefettura, ha portato una serie di richieste sul tavolo del prefetto e se n’è andato. A distanza di qualche giorno il questore ha tenuto una conferenza dove ha annunciato misure per aumentare la sicurezza della città: un elicottero, dieci carabinieri e poliziotti in moto. E ieri sera, uno dei tanti delicati sabato, effettivamente le forze dell’ordine si sono viste in giro più del solito.

S2 di “Sacra Sindone”. Ad Acquapendente l’ostensione, anche se si tratta in realtà di una copia. Ma è pur vero che è fedelissima all’originale e delle stesse dimensioni. Insomma, se non sai che è una copia, pare proprio lei. Andare a vedere per credere.

Decarta racconta la Tuscia