L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Dieci lettere per raccontare al meglio la settimana appena passata. Dalla politica al costume, trovando e mettendo in evidenza cose curiose e un po' piccanti.

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A1 di “auguri”. Sarà banale ma in fondo i giorni di festa ci ricordano che la vita non è solo lavoro, centri commerciali e serie televisive. 

A2 come “Alessandra Troncarelli assessore regionale”. La maggioranza “decaduta” del suo partito locale non ha preso troppo bene la sua nomina. Dopotutto si sa le nomine sono giuste quando riguardano i nostri e sbagliate quando ricadono su altri. Doppia morale, male del secolo. Il dato di fatto è che Viterbo ha un assessore in giunta, rispetto a cinque anni fa …

D come “dieci giugno”. Il Ministero dell’Interno ha reso nota la data delle votazioni comunali. Cinque comuni al rinnovo, tra cui il capoluogo.

L come “lama”. Ma avremmo immaginato di mettere in gioco la lettera “L” dell’alfabeto de La Fune per raccontare il pellegrinaggio di tre uomini e tre lama che tanto hanno fatto parlare di loro in questi giorni. Buon viaggio, fantastica comitiva, salutateci Papa Francesco.

F di “Frontini Chiara e Filippo Rossi”. Questa settimana lui ha “corteggiato” politicamente lei. I più smaliziati sanno che si è trattato di una mossa per stanarla ma lei non molla: o sindaco o niente. 

P1 di “porca miseria che finaccia il Partito Democratico”. I “reggenti” del partito provinciale si stanno dimettendo. Viene giù tutto. Se continua di questo passo si dovrà solo decidere chi dovrà spegnere la luce. La verità è che nel territorio della Tuscia la crisi è grossa perché un intero gruppo, quello che aveva la maggioranza, è rimasto a secco. Nessun eletto, mentre la minoranza ha il suo campione. A lui vanno le chiavi, anche se forse farebbe bene a prenderle dopo il voto sul capoluogo. Visto che anche da lì è in arrivo una bella “supposta”. Considerato questi ultimi cinque anni di governo cittadino da paura. 

P2 come “Provincia di Viterbo”. Nonostante il ben servito della riforma Delrio questa settimana abbiamo assistito a un piccolo fuoco fatuo di politica anche a Palazzo Gentili. La minoranza incalza il presidente Pietro Nocchi e la sua maggioranza, accusandola di essere stata troppo distratta a pensare alle vicende politiche del 4 marzo e non fare il giusto per intervenire sulla questione strade. Delega ancora in capo all’ente. 

S di “scorie radioattive”. La paura fa novanta nella Tuscia per il ritorno possibile del nucleare. Attesa in questi giorni la pubblicazione della lista dei luoghi ritenuti idonei allo stoccaggio nazionale. Tra questi potrebbe esserci la centrale Alessandro Volta di Montalto. 

T come “Tari”. Aumento del 15% deciso dall’amministrazione Michelini. Gesto di responsabilità? Più che altro colpo di coda … Andate e votate tutti …

Z di Zingaretti, chissà cosa accadrà da qui in avanti …