L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Settimana dominata da pochi temi, ma abbastanza succosi. Dalla venuta dei francesi per lavorare al gemellaggio di Avignone alla conferenza stampa per la presentazione della candidatura a capitale italiana della cultura, avendo vinto a tavolino il titolo di capitale mondiale della critica.

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A di “Avignone”. Il gemellaggio, che il sindaco Michelini si è dato come obiettivo per portare il capoluogo della Tuscia oltre le mura, è a un tiro di fucile. Nonostante la testata di Zidane Viterbo decide di ritagliarsi un ruolo come “città del dialogo”.

B come Bullicame. E’ tornata l’acqua alle pozze e la Pasquetta di alcuni viterbesi è salva. Torneremo a vedere in giro per la città abbronzature alla Carlo Conti made in “pozze”. Evviva!

C come “capitale della cultura”. E’ stata la settimana della conferenza stampa di presentazione. Per ora Viterbo si aggiudica, honoris causa, il titolo di capitale mondiale della critica.

D di “decadenza”, la questione non decade e anzi, dopo Pasqua, tornerà a infiammare il clima politico. Consigliate le tute d’amianto.

E come “esclusione di Arturo Vittori da tutto l’affaire Fiore del Cielo a Expo 2015”. L’ideatore della Macchina di Santa Rosa che sarà messa in bella mostra davanti agli occhi del mondo non è stato coinvolto. Michelini rimanda l’incontro bollente a dopo Pasqua, sarebbe stato più in linea “a dopo Santa Rosa”.

F come “Faul” e come “fine” dell’ex gazometro. E’ stato smantellato l’impianto in metallo che aveva dato la prima illuminazione a Viterbo. Un luogo anche scenario di serate particolari al centro sociale degli anni Novanta. Adieu!

G di “Gianluca De Dominicis”, ma anche come “giuro che mi dimetto”. Il consigliere Cinque Stelle non ne può più dei rinvii delle commissioni e questa settimana ha sbroccato.

P di “provinciali”, non c’è male per una competizione che sulla carta è già segnata. Tutti si aspettavano una roba tranquilla e invece si sta scatenando il pandemonio a destra. Pensare che per secoli si è creduto che sinistra fosse la mano del diavolo.

S come “spendine review”. Anche la Banca d’Italia ha deciso di tagliare e la storica sede viterbese di viale Marconi è destinata a chiudere i battenti entro il 2018. Un altro pezzo della storia cittadina che se ne va.

V come “vado via”. Ha fatto molto parlare sui social il post facebook del baritono viterbese Alfonso Antoniozzi. Post nel quale si usano parole dure sulla città di Viterbo, sul sindaco Michelini e su come la città è amministrata. Al coro si è unito il tenore viterbese Antonio Poli, anche lui in fuga da Viterbo. Il tutto in “allegretto andante”.