L’alfabeto de La Fune – La top ten

L’alfabeto de La Fune – La top ten

Dallo stoico Gianluca De Dominicis al gelato alla canapa. In dieci lettere vi offriamo la sintesi di una settimana allucinogena, tutta nel segno della politica e con Palazzo dei Priori ha dominare la scena. Divertitivi.

ADimensione Font+- Stampa

A come “Acchiappafantasmi”. Un vero e proprio mito del cinema torna a vivere in un lungometraggio dove Viterbo ci ha messo molto. Il progetto si chiama Real e sta trovando i fondi per vedere la luce sul web. Tra tanta rassegnazione che c’è in giro abbiamo anche chi dimostra che le idee forti possono fare davvero la differenza. Bravi!

B di “Bonucci Leonardo”. Il viterbese si prepara al volo verso Cardiff per giocarsi la finale di Champions League. Grande, della serie “da Pianoscarano con furore”.

C di “Canapina”. Arriva il gelato alla canapa, che sballo!

D come “derivati”. Il Comune di Viterbo costretto a pagare ogni anno 800mila euro per l’investimento di 26 milioni di euro negli anni Novanta. Alcuno la chiamano finanza creativa altri, più semplicemente, cetriolo.

F come “festa”. Oggi è quella di tutte le mamme. Auguri e grazie di esistere da La Fune.

M come “Michelini Leonardo”, uno dei due uomini della settimana non poteva che essere il primo cittadini di Viterbo. E’ stato duramente criticato dalle minoranze e da Viva Viterbo, passata dal ruolo di alleata a quello dell’opposizione spinta, durante la discussione del bilancio. Il voto di mercoledì segna la sua Caporetto, un anno di tempo per riconquistare quota e popolarità. L’impresa appare piuttosto ardua.

P1 di “pacco per Viterbo” o anche “patto per Viterbo”. Lo ha rispolverato in questi giorni Giulio Marini, sottolineando che il fallimento più grosso dell’amministrazione Michelini sta nel non aver saputo portare soldi né dalla Regione né dal Governo. 

P2 come “politica”. E’ stata sicuramente, nel bene e nel male, la regina di questi giorni. Nello scontro Rossi-Michelini sono emerse due visioni possibili: quella della politica rassegnata e quella della politica sognatrice. Non sappiamo se i due incarnino davvero le due idee ma allo stato delle cose oggi la frattura tra i due mondi è chiara.

R di “Rossi Filippo”. L’altro personaggio della settimana è stato sicuramente il numero uno di Viva Viterbo. Rimarrà nella storia del consiglio comunale il suo discorso prima di annunciare l’uscita del gruppo dalla coalizione Michelini. Un discorso duro ed efficace, pronunciato con il groppo in gola e con determinazione. Frase cult: “Se la politica non può nulla, se i bilanci non cambiano una città mi spiega cosa lei ci sta a fare qui? Lo spiega ai cittadini?”. 

S come “stoico”. Il premio della settimana nella specifica categoria va a Gianluca De Dominicis, consigliere pentastellato a Palazzo dei Priori. Ha preparato 400 emendamenti circa e li ha voluti discutere facendo chiudere il consiglio all’una di notte, nonostante la maggioranza li ha impallinati una dopo l’altro. E’ il prezzo della coerenza, signori.