Lago di Bolsena, coregone addio? L’incubatoio ittico di Marta è vuoto

Lago di Bolsena, coregone addio? L’incubatoio ittico di Marta è vuoto

"E' nel lago dall'800 circa". O almeno così ricordano i pescatori di Marta. E' il coregone, bontà della tavola e fonte di lavoro. Peccato che in questo 2018 sta accadendo qualcosa di terribile. L'incubatoio ittico di Marta, luogo importante per il ripopolamento del lago della preziosa specie è a secco.

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“E’ nel lago dall’800 circa”. O almeno così ricordano i pescatori di Marta. E’ il coregone, bontà della tavola e fonte di lavoro. Peccato che in questo 2018 sta accadendo qualcosa di terribile. L’incubatoio ittico di Marta, luogo importante per il ripopolamento del lago della preziosa specie è a secco.

I “bottiglioni” sono asciutti e nessuno sta preparando le uova per “la semina”. “Prima se ne occupava la Provincia di Viterbo, ora non ci si capisce più nulla. Fatto sta che così facendo il coregone rischia di sparire dal lago di Bolsena e con lui un pezzo di economia, storia e tradizione del territorio”. A raccontarlo sono alcuni pescatori di Marta. 

Lo scorso anno erano stati circa 5 milioni gli avanotti allevati e “seminati” nel lago. Tutti venuti al mondo grazie alla pesca controllata di maschi e femmine, alla spremitura e alla messa nei 56 bottiglioni dell”incubatoio ittico delle uova. Quest’anno niente, di solito l’operazione va chiusa entro il mese di gennaio. E la fine del mese è arrivata e nessuno ha fatto nulla. 

La semina sarebbe rimasta incartata tra norme, leggi, burocrazia. I pescatori, o almeno una parte di loro, intanto si preoccupano. Ma farebbero bene a preoccuparsi tutti i cittadini della Tuscia e anche i sindaci e le istituzioni in generale. Cosa sta accadendo al lago di Bolsena? Occorre una risposta. Occorre capire cosa c’è dietro a una situazione che rischia di far sparire il coregone dal lago e con esso un pezzo di economia, di tradizione, di lavoro. 

Perché la questione non può passare nel silenzio generale. Delle risposte servono, occorrono chiarimenti. Perché il lago di Bolsena è patrimonio collettivo e come tale va gestito al meglio.