“L’acqua erogata dalle casette in alcuni periodi aveva arsenico fuori norma”. Lo ha detto Chiara Frontini in Consiglio comunale

“L’acqua erogata dalle casette in alcuni periodi aveva arsenico fuori norma”. Lo ha detto Chiara Frontini in Consiglio comunale

Il consigliere di Viterbo 2020 Chiara Frontini interroga il sindaco Leonardo Michelini in Consiglio comunale per chiedere spiegazione dei dati raccolti durante un accesso agli atti.

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“In alcuni periodi i valori di arsenico delle casette dell’acqua erano fuori norma, il sindaco lo sapeva?”. Il consigliere di Viterbo 2020 Chiara Frontini ha interrogato il sindaco Leonardo Michelini in Consiglio comunale per chiedere spiegazione dei dati raccolti durante un accesso agli atti. “Secondo le analisi di cui sono venuta in possesso – ha detto Chiara Frontini – in alcuni giorni le casette dell’acqua avevano valori fuori norma. Dal 10mg per litri fino al 13,2 (il limite è 10, ndr) il 26 febbraio 2014. Il sindaco lo sapeva? Ha fatto provvedimenti in materia?”.

“Credo – ha risposto il sindaco Michelini – che ci sia un sistema automatico che blocchi la casetta che va fuori norma. Mi accerterò di questo”. “Non mi risulta – ha contro replicato Chiara Frontini – che la casetta di piazza Atleti Azzurri d’Italia il 26 febbraio, quando il livello era a 13,2, fosse chiusa, né che ci fosse una ordinanza. È molto grave soprattutto se non sono stati presi provvedimenti”.

Speriamo che questi dati siano presto smentiti.

 

Aggiornamento

In un secondo scambio con Chiara Frontini, che ha individuato sui documenti una nota a mano con cui il sindaco avrebbe chiesto al dirigente Dello Vicario di disporre una ordinanza immediata della chiusura di una delle casette coinvolte, il sindaco Michelini ha detto che potrebbe essere stata fatta una ordinanza, ma di non ricordarlo con precisione. Michelini ha detto che potrebbe essere stata firmata e poi revocata quando i valori erano tornati a norma o che l’azienda avesse prontamente sostituito i filtri.

“Se si blocca per un giorno il dearsenificatore, o per un lasso di tempo che andrà stabilito dalla Regione – ha spiegato Michelini – le ordinanze non si fanno perché si crea allarmismo e per la revoca ci vogliono 15 giorni”.