“La vita è un’avventura meravigliosa”. Il coraggio e la forza di Luca Pulino in un’intervista sulle cose del mondo

“La vita è un’avventura meravigliosa”. Il coraggio e la forza di Luca Pulino in un’intervista sulle cose del mondo

Galeotto fu un libro, dal titolo che suona così: 'E il meglio deve ancora venire'. Presentato, tramite un bell'evento curato dall'associazione Juppiter, i primi di dicembre a Capranica e capace di catturare l'attenzione di tantissimi. Poi quando è emerso l'autore è diventato chiaro che quell'insieme di pagine stampate fosse molto di più di un libro.

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Galeotto fu un libro, dal titolo che suona così: ‘E il meglio deve ancora venire’. Presentato, tramite un bell’evento curato dall’associazione Juppiter, i primi di dicembre a Capranica e capace di catturare l’attenzione di tantissimi. Poi quando è emerso l’autore è diventato chiaro che quell’insieme di pagine stampate fosse molto di più di un libro. E’ una lettera della speranza. Una lettera alla vita. Abbiamo intervistato Luca Pulino, capranichese con una tremenda voglia di vivere. Nonostante la Sla, che lo ha colpito nel 2002 e poi immobilizzato in un letto. Un’intervista che vuole essere un regalo per tutti, per fermarsi un attimo a pensare in questo giorno importante che chiude il 2016 e apre un nuovo anno, dove auguriamo a tutti il meglio. Perché “il meglio deve ancora venire”.

Cosa pensi della vita?
“Bella domanda. Sono malato di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) dal 2002. Da diversi anni passo le mie intere giornate in un letto. Sono quasi completamente immobilizzato, non parlo più ma comunico tramite un computer speciale che si controlla con gli occhi. Mangio attraverso un sondino collegato direttamente allo stomaco e respiro tramite una macchina.

Ho 45 anni, ma con le stesse esigenze di un bambino di pochi mesi. Per tutti questi motivi dovrei dire che la Vita sia uno schifo… Ma non ci riesco! La chiamo pseudo-vita, ma non riesco a rinunciarci. Sono legato ad amici e familiari e solo l’idea di non vederli più mi provoca un dolore lancinante.
La vita è una meravigliosa avventura. La mia un po’ meno. Ci sono tante situazioni nella vita in cui non si può scegliere. Ma altre sì. Come vivere le nostre difficoltà”.

Cosa è una difficoltà?
“Per me è tutto ciò che ti permette di testare la nostra capacità di adattarsi ai cambiamenti che la vita ci impone. Sono le difficoltà che, più di ogni altra cosa, ci fanno crescere. Sono uno step importante e inevitabile che la vita ci riserva”.

Segui la politica? Cosa pensi della classe politica del nostro Paese?
“La seguo ma non mi affascina. Abbiamo una classe politica veramente carente e oltre tutto egoista. Pensano solo ai cazzi loro.

Vorrei ignorarla, ma le loro decisioni influenzano le nostre vite. Non capisco come noi italiani non scendiamo in piazza a fare una rivoluzione perché a tutto c’è un limite. Se il popolo italiano non dà un segnale forte, loro continueranno a fare i porci comodi loro. Io ho avuto a che fare con loro da molto vicino a causa della malattia. E in questi anni sono sceso innumerevoli volte in piazza per chiedere fondi per l’assistenza domiciliare per i malati gravi.

In un Paese civile certi diritti dovrebbero essere garantiti, sopratutto a quelle categorie di persone bisognose. Tanti malati vogliono vivere. Ma vogliono farlo con dignità e senza pesare economicamente sulle loro famiglie. Desideriamo vivere nonostante tante difficoltà, ma per loro sembra una colpa. Io non ho scelto di essere malato. Loro invece hanno scelto di rappresentare tutti gli italiani”.

I ragazzi della nostra generazione hanno un problema serio: il lavoro? Tu come la vedi?
“Paragono la mancanza di lavoro alla stessa stregua di una grave malattia.
E non vorrei essere nei panni di questi ragazzi. Vivere non potendo pianificare il futuro è una sensazione orribile. Io l’ho provata, anche se per altri motivi.
Non conosco la soluzione a questo complesso problema, ma credo che quando ci sono problemi eccezionali si risponde con misure altrettanto eccezionali.
Poi l’arrivo della moneta unica ha notevolmente peggiorato la nostra situazione. Con un milione e 936mila lire si era signori. Con 1000 euro si fa la fame. E la colpa di questo è solo della nostra classe politica veramente mediocre”.

Chi è Luca Pulino?
“Un ragazzo normale che come tutti i ragazzi aveva i suoi hobby, i suoi sogni, le sue paure. Un ragazzo al quale piaceva viaggiare, che gli piaceva stare in compagnia degli amici e che amava il movimento.

Un ragazzo timidissimo che odiava stare al centro dell’attenzione. Un ragazzo che faceva fatica a esprimere alcune sue emozioni. Un ragazzo con una vita normale, vissuta senza eccessi ma assolutamente mai noiosa. Questo ero io prima del 2002. Tante cose di quel Luca sono rimaste, ma tante non ci sono più. Per sensibilizzare gli altri verso una malattia ai più sconosciuta, quel ragazzo ha dovuto cambiare il suo carattere. Violentandosi!

Ora quel ragazzo non ha più paura di stare al centro dell’attenzione. Ora quel ragazzo piange, si commuove e sorride e ha equilibrato le sue emozioni. Un ragazzo normale, ma con una vita che di normale non ha più niente! Ma soprattutto, un ragazzo che non vuole arrendersi a un destino già scritto. Un ragazzo che ha deciso di lottare, fortemente deciso a riprendersi la sua vita. Ed è convinto che in qualche modo ce la fará. Questo è Luca Pulino!”.

Qual’è la cosa più bella del mondo?
“Io credo avere la giusta apertura mentale. Non si può discriminare qualcuno solo per il colore della pelle o per la sua natura sessuale. Dovrebbero esistere solo due tipi di persone: buone e cattive. Di sicuro il mondo sarebbe migliore. Meno contrasti, meno incazzature, meno conflitti e più rispetto. Avrei potuto anche dire la libertà di scelta, ma è un argomento troppo complicato per liquidarlo in poche righe. E la libertà di scelta è sempre un pericolo se non si fanno dei distinguo”.

Qual è il modo migliore per vivere una vita al meglio?
“Non lo so. Io lo sto ancora cercando. Mi viene in mente però una frase molto cara a un mio amico: “L’amore genera amore”. Io lo sto sperimentando in questa parte della mia esistenza leggermente complicata. Credo che il segreto per vivere una vita migliore sia tutto qui. E scusate se è poco”.

Perché scrivere un libro e scegliere un titolo del genere?
“Il 23 febbraio 2002 mi è stata diagnosticata la sla. Una volta uscito dell’ospedale mi misi alla ricerca di notizie sulla sclerosi laterale amiotrofica. Mi prese un colpo quando lessi che l’aspettativa di vita per i malati di Sla era di soli 18 mesi. Non volevo morire.

Passarono i 18 mesi e io ero ancora vivo. Ero contento naturalmente ma quell’informazione letta aveva in un certo senso condizionato la mia esistenza più della malattia stessa. Avevo smesso di programmare il futuro.
Vivevo giorno per giorno. Al massimo programmavo la mia vita per il mese successivo. Finalmente dopo 10 anni di malattia sono riuscito a sbloccarmi e iniziai a riprogrammare il futuro a lungo termine.

Così nacque l’idea di scrivere un libro. Per raccontare il mio dramma, per sensibilizzare le persone ignare di questa malattia e dei suoi effetti, per dire a tutti che nonostante tutto io, Luca Pulino, avevo scelto di vivere e soprattutto, che in un modo o nell’altro mi sarei ripreso la mia vita. Non riuscivo a iniziare a scrivere. Mi mancava il titolo. Pochi mesi fa un mio amico ha messo una foto su Facebook con la frase “Mi piace pensare che il meglio deve ancora venire!”. Avevo trovato il titolo del mio libro. Poi modificato ne ‘E il meglio deve ancora venire!’.

Come per incanto cominciai a scrivere. Mi serviva solo trovare il titolo.
Ed era un titolo che rappresentava in pieno il mio pensiero, la mia voglia di lottare fino all’ultimo respiro e la certezza che mi sarei ripreso la mia vita. Io ci credo. Io guarirò”.

È l’ultimo giorno dell’anno. Se fossi il capo di una tribù o il presidente di uno Stato cosa diresti alla tua gente?
“Credo che vivere di questi tempi sia più difficile che in passato. Le tante cose materiali che abbiamo a disposizione sembra ci facciano più male che bene. I bambini non sanno più giocare, rincoglioniti dai tanti giochi elettronici che hanno a disposizione. Gli adolescenti, ora più che in passato, associano la felicità al possesso di un bene materiale. E i genitori non riescono più a dire di no ai loro figli, assecondandoli in ogni capriccio.

Ho l’impressione che sia stia perdendo di vista i valori importanti della vita. E ho l’impressione che si stia perdendo la capacità di sognare. Ecco, farei un discorso improntato su questi punti. Per poi finire citando una frase di una canzone di Ligabue: “sono sempre i sogni a dare forma al mondo, sono sempre i sogni a fare la realtà”. E naturalmente assicurando loro che…E il meglio deve ancora venire!”.