La Uil provinciale fa il punto sulle tasse: “Le famiglie continuano a pagare troppo”

La Uil provinciale fa il punto sulle tasse: “Le famiglie continuano a pagare troppo”

Il sindacato analizza la situazione italiana dopo le modifiche del governo Renzi: la tassazione sulle case è ancora troppo alta, ma non dimentichiamo la copertura delle risorse per i Comuni.

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Si avvicina la fine dell’anno e dall sede provinciale della Uil, il segretario Giancarlo Turchetti traccia una linea e fa il punto della situazione sull’anno appena trascorso e su quello che è cambiato nella tassazione italiana. “Renzi ha definito il funerale della Tasi: un addio costoso. E a pagarne il prezzo sono come sempre cittadini e lavoratori”. Il costo medio, infatti, è di 191 euro per famiglia (di cui 101 euro da pagare con il saldo di dicembre), a fronte dei 175 euro medi pagati lo scorso anno, con un aumento medio del 9,1%.

Nelle sole città capoluogo il costo medio è di 203 euro (di cui 106 euro da pagarsi con il saldo di dicembre), a fronte dei 194 euro pagati nel 2014, con un aumento medio del 4,6%. A Viterbo il costo medio annuo della Tasi sulla prima casa è di 251 euro con un saldo da versarsi a dicembre che in media è di 140 euro. “Cifre decisamente più alte – dice Turchetti – per quanto riguarda il saldo Imu sulle seconde case: il costo medio in questo caso è di 887 euro di cui 448 euro da pagare con il saldo di dicembre, con punte di 2.028 euro a Roma (1.014 euro il saldo); 1.828 euro a Milano (914 euro il saldo); 1.792 euro a Torino (896 il saldo); 1.748 euro a Bologna (874 euro il saldo)”.

“Al netto degli 844 Comuni ‘ritardatari’ (Enti che hanno approvato dopo il 30 luglio le delibere), la tendenza – ha spiegato Turchetti – è stata quella di confermare le aliquote dello scorso anno, ma ben 958 Comuni (il 12,4% del totale), hanno rivisto al rialzo le aliquote e/o diminuito le detrazioni, tra cui 12 Città capoluogo di provincia. Soltanto 143 Municipi hanno, invece, diminuito le aliquote o alzato le detrazioni, tra cui 6 Città capoluogo. A Viterbo si passa da un’aliquota del 2,2 per mille al 2,5 per mille. Saranno infine 19,7 milioni i proprietari di prima casa chiamati al versamento dell’ultima (e definitiva?) rata della TASI a cui si aggiungono 25 milioni di proprietari di altri immobili chiamati a versare l’IMU e la TASI. Il conto tra IMU e TASI con il saldo di dicembre sarà di 12,8 miliardi di euro di cui 10,1 miliardi per l’IMU 2,7 miliardi di euro per la TASI (1,9 miliardi di euro per la prima casa). Con l’acconto di giugno e il saldo di dicembre tra IMU e TASI gli italiani – sottolinea Turchetti – verseranno nelle casse pubbliche complessivamente 24,8 miliardi di euro, di cui 19,8 miliardi di euro per l’IMU e 5 miliardi di euro per la TASI (3,7 miliardi di euro per la prima casa)”.

Sull’argomento entra nel merito anche Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, che spiega come per il sindacato “ogni riduzione del carico fiscale è benvenuta, compresa la Tasi, dal momento che l’81% dei proprietari di un’abitazione principale sono lavoratori e lavoratrici dipendenti e pensionate e pensionati anche se è sempre opportuno mantenere un principio di equità agevolando, il più possibile, le persone meno fortunate. Tuttavia, diventa fondamentale, come abbiamo avuto modo di dire più di qualche volta, assicurare nel tempo e strutturalmente la totale e completa copertura delle risorse ai Comuni, per evitare ciò che è già accaduto in passato: si toglie una tassa e si aumentano altre tasse, oppure si riducono i servizi essenziali”.

“È bene poi ricordare – conclude Loy – che il sistema di tassazione e tariffazione locale non è composto solo da Tasi, Imu e addizionale comunale Irpef (tributi questi che per il 2016 non potranno aumentare), ma offre un ampio ventaglio di balzelli che colpiscono, più o meno, la stragrande maggioranza delle famiglie come le tariffe sugli asili nido, le residenze per anziani, i trasporti e la tassa rifiuti (Tari), per i quali, per il prossimo anno, si potrebbero verificare ulteriori aumenti rispetto a quelli già registrati nel corso di quest’anno”.