“La tenacia e la forza di Santa Rosa siano un esempio per i nostri giovani”

“La tenacia e la forza di Santa Rosa siano un esempio per i nostri giovani”

Monastero di Santa Rosa. Ci accoglie il sorriso di suor Francesca Pizzaia. L'idea è avere notizie su come le suore stanno preparando al meglio i festeggiamenti annuali. Troviamo tutto in fermento.

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Monastero di Santa Rosa. Ci accoglie il sorriso di suor Francesca Pizzaia. L’idea è avere notizie su come le suore stanno preparando al meglio i festeggiamenti annuali. Troviamo tutto in fermento.

Parliamo circa un’ora con la madre superiora. Ci racconta delle messe, del calendario, di quanto accaduto con i lavori per abbattere le barriere architettoniche. Poi le chiediamo un messaggio per i viterbesi e lei mette al centro Santa Rosa e il grande esempio di speranza rivolto ai giovani di cui è protettrice.

Qui è tutto in movimento. Vi state dando da fare …

“Siamo immerse nella macchina dell’organizzazione. Ci sono tante novità che per noi diventano anche una fatica ma lo facciamo volentieri perché è per un bene più grande”.

E’ la seconda volta che arriva il 3 e 4 settembre a Viterbo per le Alcantarine. Come vi state preparando?

“Stiamo riscoprendo chi è Santa Rosa. Lo scorso anno sapevo poco. Poi documentandomi, condividendo, sto capendo il valore di questa donna, di questa ragazza. Quest’anno sono i 150 anni dalla nascita dell’Azione Cattolica e qui nel Santuario è sepolto Mario Fani, il fondatore. Stanno arrivando gruppi di giovani da tante parti. Questo mette al centro il valore di Rosa proprio per i ragazzi”.

In che modo?

“La nostra Santa Rosa nel 1918 è stata proclamata patrona della Gioventù Cattolica Femminile da papa Benedetto XV e voluta dalla venerabile Armida Barelli. Una scelta importante, la stessa Armida Barelli voleva che la patrona della gioventù fosse una santa giovane, laica e propagandista….che bella missione!!! In quest’anno l’ho riscoperta, una giovane determinata, una donna che non si è arresa, che non si è fermata di fronte agli ostacoli. Ha osato sfidare anche l’imperatore Federico II, non ha nascosto l’arma di salvezza del cristiano: la CROCE! Aggrappata al suo Signore è andata a predicare la conversione, la misericordia e la pace. Per i suoi concittadini ha rischiato tanto… lei si è fidata di Dio, e questa cosa mi sconvolge, mi sprona a mettermi sempre più in gioco, S. Rosa è una testimone di Dio. Ognuno di noi può essere testimone della misericordia di Dio.

Fidarsi di Dio ti stravolge la vita, Lui non ha trattenuto nulla, si è incarnato e ha dato la vita!
Fidarsi di Dio ti rende capace, come S. Rosa a non bloccarti difronte alle difficoltà… a non arrenderti. Lui non ci abbandona, io vivo tutto questo da quando ho detto il mio primo sì, ma sono consapevole che ora sono maggiormente facilitata perché vivo in questo luogo di Grazia.

Santa Rosa ha molto da dire a ciascuno di noi: lei, povera (è nata in un’umile famiglia di contadini), malata (nata senza sterno), rifiutata (desiderava farsi monaca ma per vari motivi non è stata accolta), scomoda (non si vergognava di prendere posizione per la giustizia e la verità)…. Una ragazza che però ha lasciato il segno e ancora si parla di lei. Una donna realizzata, nonostante i limiti e le difficoltà. Per me questo è un esempio grande e penso debba esserlo per tutti e in modo particolare per i nostri ragazzi”.

Cosa augurate alla città?

“Penso che l’augurio più bello che possiamo farci l’un l’altro è quello di aprire il nostro cuore a Dio, e di chiedere a S. Rosa di essere il nostro “ponte” per arrivare a Lui. Venire qui al Santuario è venire ad attingere forza, per cercare luce, per chiedere la speranza … ed affrontare con coraggio la nostra quotidianità che è impastata di tanta sofferenza…e Rosa sta qui ad aspettarci e a dirci che se scegliamo Lui come compagno di viaggio non resteremo delusi”.