Tutto quel che c’è da sapere sulla «stagione dei fanghi»: dipende o no dal Bullicame?

Tutto quel che c’è da sapere sulla «stagione dei fanghi»: dipende o no dal Bullicame?

Cerchiamo di mettere ordine in un soqquadro generalizzato. Amministrazione da un lato, Terme dei Papi, sindacati e opposizione dall'altra. Ecco cosa succede alla stagione dei fanghi.

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La stagione termale è a rischio o no? Difficile capirlo, c’è chi dice sì, c’è chi dice no. I sindacati hanno protestato per il calo d’afflusso di acqua da 10 a 3 litri al secondo conseguenti ai lavori presso il Pozzo san Valentino che hanno di fatto svuotato la Callara, fondamentale, secondo i lavoratori, per permettere la stagione dei fanghi. 250 prenotazioni sarebbero già state cancellate, ma i conti non tornano fino in fondo.

La diminuzione del flusso di acqua al complesso delle Terme dei Papi infatti riguarderebbe solamente quella proveniente dal Bulicame e infatti sarebbero invariati gli oltre 30 litri al secondo. A ciò si aggiunge il fatto che non si capisce come la questione dei fanghi sia legata al Bulicame “Sono estratti dal Bagnaccio – ha detto ieri in Consiglio comunale l’assessore Delli Iaconi – e quindi la vicenda del Bulicame e del Pozzo san Valentino non si capisce come possano essere legate”.

“Vogliono comunicare – ha commentato Giovanni Faperdue ospite di Sbottonati questa mattina – che non vogliono accettare riduzione da 10 a 3 litri. E così hanno trovato un pretesto per interrompere i fanghi”. Sullo sfondo c’è il Consiglio di Stato che il prossimo 15 maggio si esprimerà sul contenzioso tra Terme dei Papi e Comune di Viterbo in merito alla quantità di acqua che lo stabilimento potrà utilizzare.

Intanto la minoranza attacca l’amministrazione. “L’unica azienda che fa termalismo a Viterbo – ha detto ieri in Consiglio comunale il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini – non è in condizioni di farlo. Perché le cose che dice l’azienda e quella che dice l’amministrazione non coincidono?”. “Noi – ha poi risposto il sindaco Michelini – facciamo un interesse diffuso, i privati fanno l’interesse loro”. “Il problema – ha chiosato il consigliere di Fratelli d’Italia Buzzi – è che sono troppi i soggetti a dire cose contro le quali l’amministrazione si è barricata”.