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La soddisfazione di Merlani: “Crescono le imprese nella Tuscia”

La soddisfazione di Merlani: “Crescono le imprese nella Tuscia”

Il saldo tra imprese cessate e aperte nel 2015 fa notare un aumento dell'imprenditoria viterbese, anche se le tematiche da affrontare sono ancora tante

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Tra aperture e chiusure delle imprese, Viterbo riscontra nel 2015 un dato positivo: +0.39%.  È quanto emerge dal Rapporto Movimprese di Unioncamere realizzato sulla base del Registro Imprese della Camera di Commercio di Viterbo. Le aziende iscritte nel 2015, infatti, sono state 2224 (2157 nel 2014), contro le 2078 imprese cessate, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Un saldo in positivo di 146 aziende.

 

“I dati che fotografano il movimento anagrafico delle imprese – ha dichiarato questa mattina Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio Viterbo, nel corso del convegno dell’Ance – confermano che l’economia della Tuscia, anche se in modo differenziato, sta tenendo. Un segnale positivo che ci fa ben sperare e stimola a mettere in campo le energie positive per consolidare questo risultato. Anche laddove si registrano dei dati negativi, come nel settore delle costruzioni, si scontano ancora gli effetti della crisi, mentre sappiamo che da una parte l’andamento dei mercati finanziari e dall’altra l’approvazione del nuovo codice degli appalti, possano fare da volano importante per la ripresa del mercato immobiliare e la realizzazione delle opere pubbliche”.

Per quanto riguarda la forma giuridica, anche la provincia di Viterbo segue il trend nazionale che vede la continua flessione delle ditte individuali e delle società di persone, a vantaggio delle società di capitali. Molti imprenditori si affidano sempre più spesso a formule organizzative più robuste e strutturate che si prestano ad essere più attrattive rispetto a nuovi investitori e a consentire un percorso di crescita più sicuro per l’idea di business.

A conferma di quanto esposto, in provincia di Viterbo le ditte individuali diminuiscono dello 0,8%, così come le società di persone la cui decrescita è pari allo 0,25%, mentre al contrario le società di capitali fanno registrare un tasso di crescita del 5,07%. Attualmente nella provincia di Viterbo le società di capitale rappresentano il 16% del totale delle imprese registrate, stazionarie le società di persone che rappresentano il 15,9% mentre le imprese individuali decrescono al 64,8%, residuali le altre forme 3,3%.

L’analisi settoriale mostra nel settore agricolo un aumento dello 0,81% dello stock di imprese registrate tra il 2014 e 2015, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Quello agricolo si conferma un settore strategico per l’economia del territorio, con un numero di imprese che supera il 30% del totale delle imprese registrate. Tale crescita è anche favorita da misure di agevolazione a livello nazionale con semplificazione degli adempimenti burocratici nel settore e sgravi fiscali a favore di imprese che adottando misure specifiche per favorire il ricambio generazionale. Sono infatti sempre di più i giovani imprenditori che decidono di mettersi in gioco in questo ambito.

Una diminuzione nella variazione annuale dello stock si registra invece per l’attività estrattiva pari al -1,89%, per le attività manifatturiere -0,05%, per le costruzioni -1,77% e per il commercio -0,14%. Si tratta di settori importanti per lo sviluppo del nostro territorio con una elevata quota di imprese, 6% circa per le attività manifatturiere, 13,8% per le costruzioni e addirittura oltre il 22% per il commercio. Positiva la variazione dei servizi di alloggio e ristorazione la cui variazione dello stock è di oltre 1%, in un’ottica di sviluppo della vocazione turistica del territorio per un settore che è arrivato a pesare per circa il 6% sul totale delle imprese.

Variazione positiva anche per alcuni comparti che hanno un peso percentuale minore, ma che comunque contribuiscono alla crescita complessiva del numero delle attività imprenditoriali. Parliamo della variazione positiva del saldo degli stock per le attività di noleggio e agenzie di viaggio +1,81%, le attività professionali e tecniche +6% circa, le attività immobiliari +3,18%, le attività assicurative e finanziarie +0,9%. Questo dinamismo a volte è frutto di un’auto-imprenditorialità dovuto alla mancanza di altre prospettive lavorative. In calo lo stock dei servizi informazione e di comunicazione -0,21%, così come il trasposto e magazzinaggio -4,22%. Invariato il settore per la fornitura di energia elettrica.

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