La Regione va a caccia degli evasori dei ticket ma scoppia il caos

La Regione va a caccia degli evasori dei ticket ma scoppia il caos

Ondata di lettere dalla Regione per la restituzione dei ticket non pagati, alcune si sono già rivelate essere 'cartelle pazze', ma il numero verde della Regione non funziona. Allarme tra i cittadini che hanno ricevuto l'avviso, che si sono fiondati nei Caf, dai commercialisti e dai medici di base.

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Sono circa 235mila le lettere partite dalla Regione Lazio contro gli evasori del ticket, ovvero quelle persone che hanno usufruito dell’esenzione sanitaria senza però averne diritto. Alcuni perché hanno deliberatamente dichiarato il faslo, altri per errori di compilazione della dichiarazione commessi da loro, dai commericialisti o dai Caf. Fatto sta che fra chi ha ricevuto la lettera della Regione è già scoppiato il caos. Tantissime le chiamate al numero verde istituito dalla Pisana, che comunque non funziona.

“Io stesso sto rispondendo a decine e decine di chiamate di viterbesi che si sono visti recapitare gli avvisi – dice Fortunato Mannino, segretario provinciale della Cisl, assalito dalle chiamate visto che il numero verde non funziona – e che, convinti che siano stati commessi degli errori, non sanno a chi rivolgersi”. L’allarme a livello regionale è stato lanciato dalla stessa Cisl, che già parla di ‘cartelle pazze’, alcune anche da 500 euro. Intanto la stessa Regione ammette che il 3% degli avvisi verrà annullato in autotutela, perché trasmesso per errore.

Lo stesso presidente Zingaretti si è scusate per le eventuali cartelle pazze: “Se ci sono stati disguidi o se sono stati commessi errori, chiedo personalmente scusa agli interessati e la Regione Lazio farà di tutto per rimediare a questa situazione”.

Dalla Cisl di Viterbo, intanto, continuano a chiedere di far funzionare il numero verde. “Legittima ogni operazione che va a contrastare l’evasione, ma così si crea un marasma. I cittadini, soprattutto i più anziani, vanno messi nelle condizioni di spiegare la loro situazione, anche perché parliamo di redditi dichiarati nel 2009/2010, c’è chi può aver smarrito la documentazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo Ncd della Pisana, il viterbese Daniele Sabatini: “Non mettiamo in dubbio il fatto che alcuni possano aver approfittato della situazione, ma rifiutiamo di credere che la totalità dei soggetti raggiunti da questi avvisi ‘bonari’ che intimano il pagamento entro 30 giorni dalla ricezione, abbia agito in malafede. Per di più queste lettere hanno creato un giustificato allarmismo fra i cittadini, che hanno preso di mira commercialisti, agenzia delle entrate e medici di base per avere chiarimenti. In tutto questo ci viene segnalato lo scaricabarile dell’Asl che, invece di fornire assistenza, sembra si limiti a indirizzare gli utenti ai propri medici di famiglia”.