La Regione deve sbrigarsi: c’è una legge che obbliga a dar risposte ai 25 disabili entro 20 giorni

La Regione deve sbrigarsi: c’è una legge che obbliga a dar risposte ai 25 disabili entro 20 giorni

Sono ormai quasi 6 mesi che i 25 sopravvivono senza il sostegno dell’entrata sulla quale facevano affidamento. La legge impone che la risposta arrivi entro 20 giorni, il buonsenso imporrebbe che arrivi anche prima.

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Entro l’11 ottobre la Regione deve rispettare la legge che essa stessa ha scritto e approvato. C’è questa data nel mare magnum di delibere e provvedimenti che si sono susseguiti per 40 anni e che hanno consentito ai disabili di Vita Autonoma di uscire dalle strutture di ricovero per crearsi, appunto, una vita autonoma.

Delibere e provvedimenti alcuni facilmente rintracciabili, altri meno, che hanno creato un caos per il quale la Regione Lazio e l’Ausl di Viterbo ad aprile scorso, nell’indifferenza dei Comuni, hanno deciso di tagliare del 100% l’assegno terapeutico riservato per i 25 (all’epoca 26) disabili del progetto rimasti in vita.

Dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale della legge per il sostegno alle persone uscite da programmi di deistituzionalizzazione, ora si aspettano però i fatti. La legge impone che entro 60 giorni dall’approvazione, avvenuta l’11 agosto scorso, la Regione debba approvare un regolamento attuativo per fare in modo che i 100.000€ stanziati possano essere distribuiti alle persone coinvolte del progetto.

L’approvazione della legge è stato un momento importante perché ha messo ordine ad una serie di delibere e provvedimenti che lasciavano intendere il filo rosso che li legava, ma di fatto creava confusione (o alibi) a chi ha poi deciso di tagliare l’assegno.

Fatto sta però che sono ormai quasi 6 mesi che i 25 sopravvivono senza il sostegno dell’entrata sulla quale facevano affidamento. La legge impone che la risposta arrivi entro 20 giorni, il buonsenso imporrebbe che arrivi anche prima. Il tutto nell’indifferenza dei Comuni coinvolti.