La Prefettura ora preferisce i Grandi Centri di accoglienza, ritorna il modello ex Fiera

La Prefettura ora preferisce i Grandi Centri di accoglienza, ritorna il modello ex Fiera

Questa caccia alle streghe, porterà i richiedenti asilo ospitati nella Tuscia, a passare da una vita autonoma in appartamento, con tutto ciò che comporta in termini di responsabilizzazione e di integrazione, in quella in grandi alberghi, con camerate in cui verranno stipati: è il modello ex Fiera

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Grandi centri, possibilmente isolati e niente appartamenti. La Prefettura da alcune settimane sta cambiando il panorama dell’accoglienza dei richiedenti asilo nella Tuscia, rischiando di mandare a male quanto di buono fatto da alcune realtà del territorio che hanno in questi anni ottenuto risultati in termini di integrazione, sfruttando il modello SPRAR a tutto tondo. Lo ha sottolineato un articolo del Messaggero lo scorso fine settimana.

Il tema è scottante perché nei mesi scorsi, anche dalle realtà politiche della destra che oggi elogiano gli interventi del Prefetto, si sottolineava l’importanza di avere piccoli centri e una accoglienza diffusa. Ma si sa, tutto fa campagna elettorale, ma niente lo fa come questo tema e quindi, nonostante sia questa posizione sia una sciagura, va bene anche così.

Questa caccia alle streghe, porterà i richiedenti asilo ospitati nella Tuscia, a passare da una vita autonoma in appartamento, con tutto ciò che comporta in termini di responsabilizzazione e di integrazione, in quella in grandi alberghi, con camerate in cui verranno stipati: è il modello ex Fiera, per intenderci, senza container, ma con lo spazio per la dignità dei rifugiati ridotto al minimo indispensabile. L’importante per la Prefettura è averli tutti vicini, per poterli controllare, come se fossero delinquenti in natura. Una vera e propria scelta politica.