La Prefettura invita i sindaci a valutare chiusura delle scuole per domani e a comunicare i piani di evacuazione

La Prefettura invita i sindaci a valutare chiusura delle scuole per domani e a comunicare i piani di evacuazione

La Prefettura ha convocato prontamente questa mattina il Centro Coordinamento Soccorsi. A seguito dell'incontro è stata inviata alla stampa locale una nota con le decisioni prese in merito alle recenti scosse di terremoto.

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La Prefettura ha convocato prontamente questa mattina il Centro Coordinamento Soccorsi. A seguito dell’incontro è stata inviata alla stampa locale una nota con le decisioni prese in merito alle recenti scosse di terremoto.

“A seguito del primo forte movimento tellurico delle 10,25 odierne e dello sciame sismico che ne è conseguito, il prefetto di Viterbo ha prontamente convocato, presso il comando provinciale dei vigili del fuoco, il centro coordinamento soccorsi con la presenza del sindaco di Viterbo, il presidente della Provincia, i comandanti delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e di tutte le altre componenti istituzionali.

Si è immediatamente avviato il meccanismo di ricognizione dei danni eventualmente verificatisi in provincia e disposta la verifica ad opera della polizia stradale, provinciale, le polizie municipali unitamente all’Anas, di tutte le infrastrutture viarie.

Il tavolo operativo ha invitato, a titolo precauzionale, i sindaci a valutare per domani 19 gennaio la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, asili nido compresi, per effettuare con modalità speditive, anche sulla base dei dati già raccolti con i precedenti sopralluoghi, eventuali effetti negativi derivanti dalle scosse sismiche.

Le segnalazioni di eventuali danni dovranno pervenire alla sala operativa del comando provinciale vigili del fuoco che potrà essere interessata anche con il numero di emergenza 115.

Le fasi di emergenza e di eventuale evacuazione si basano sui piani comunali che i sindaci della provincia dovranno immediatamente aggiornare e rendere pubblici, evidenziando le aree di accoglienza, ammassamento e ricovero assicurando altresì la completa efficienza dei mezzi di trasporto all’uopo necessari.

Analogamente tutti i soggetti privati, gestori di servizi pubblici o aperti al pubblico, vorranno, ognuno nel proprio ambito, attivare i piani di emergenza delle proprie strutture”.

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