La Prefettura in prima linea per la cultura della non violenza

La Prefettura in prima linea per la cultura della non violenza

Il Prefetto, nell’introdurre i lavori, ha ringraziato tutti i presenti, ognuno dei quali, per la propria specificità, ha illustrato le iniziative avviate sul territorio, volte ad affermare la diffusione della cultura della non violenza.

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Si è tenuta in Prefettura, nella giornata di ieri, presieduta dal Prefetto e alla presenza dei rappresentanti di tutti gli enti sottoscrittori, la prima riunione del Tavolo tecnico operativo relativo al ‘Protocollo d’intesa interistituzionale per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto della violenza e degli abusi, Non Aver Paura’, sottoscritto lo scorso 10 giugno alla presenza del Sottosegretario all’Interno On. Gianpiero Bocci e dei Sindaci della Provincia.

Il Prefetto, nell’introdurre i lavori, ha ringraziato tutti i presenti, ognuno dei quali, per la propria specificità, ha illustrato le iniziative avviate sul territorio, volte ad affermare la diffusione della cultura della non violenza e soprattutto della prevenzione per intercettare tempestivamente ogni segnale negativo di possibili manifestazioni di abusi.

Al fine di supportare le vittime di violenza sono stati attivati presso la Asl percorsi di assistenza specifici, presso le scuole di ogni ordine e grado interventi da parte delle Forze di Polizia, nonché corsi di formazione dei medici di base da parte dell’Ordine dei Medici, così come per gli avvocati da parte del relativo ordine professionale.
Preziosi sono stati i contributi portati al Tavolo dal Tribunale di Viterbo, dalla Procura della Repubblica e dalla Procura per i Minorenni di Roma, dai quali è emerso un significativo aumento dei procedimenti avviati per i reati legati allo stalking, alla violenza sessuale e alla violenza a danno di persone anziane, a riprova da un lato della crescente emersione del fenomeno e dall’altro della necessità di interventi preventivi.

L’incontro ha confermato l’importanza di essere e fare rete anche con il prezioso contributo dell’associazionismo, focalizzando al contempo le principali criticità: necessità di educare le nuove generazioni ad una cultura rispettosa di sé e degli altri, sostenere le case rifugio per le vittime della violenza presenti sul territorio e apertura di nuovi centri,
ottimizzazione delle risorse disponibili.

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