La porchetta batte il kebab. La riscossa dello street food contadino

La porchetta batte il kebab. La riscossa dello street food contadino

Porchetta e arrosticini battono il kebab. La predilezione dei consumatori laziali e viterbesi per le tipicità alimentari della tradizione trova il giusto riconoscimento nella manovra 2018 che dà il via libera allo street food contadino.

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di Michela Di Pietro

Porchetta e arrosticini battono il kebab. La predilezione dei consumatori laziali e viterbesi per le tipicità alimentari della tradizione trova il giusto riconoscimento nella manovra 2018 che dà il via libera allo street food contadino.

Gli agricoltori – commenta la Coldiretti del Lazio – potranno vendere direttamente i propri prodotti, anche derivati da processi di manipolazione o trasformazione e pronti per il consumo, anche in forma itinerante.

Un sostegno prezioso per la promozione delle specialità tradizionali regionali e una innovazione legislativa che mette le aziende agricole locali nelle condizioni per diffondere la conoscenza e il consumo di quelle specialità che, per le loro caratteristiche, possono essere proposte anche per il consumo da passeggio.

Ora si potrà acquistare direttamente da agricoltori e allevatori a garanzia della genuinità e della qualità, nel rispetto degli ingredienti e della vera tradizione Made in Italy. “Un modo – ricorda Coldiretti – per difendere l’identità alimentare nazionale che rischia di sparire dalle strade, dalle piazze e dalle botteghe dei centri storici invase dal
kebab, dal sushi, dalla frutta fuori stagione come le caldarroste congelate”.

Oltre al via libera al cibo da strada contadino nella manovra è stato confermato per gli agricoltori under 40 l’esonero triennale dal pagamento dei contributi previdenziali e una riduzione contributiva nel limite del 66% per il successivo anno e del 50% per l’ulteriore anno. Ok anche al bonus verde, ossia la detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese per lavori di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici, immobili, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione nonché per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili – battaglia vinta dalla Coldiretti in favore di un settore strategico come il florovivaismo.