La politica torna nelle piazze, la notte di Salvini a Viterbo

La politica torna nelle piazze, la notte di Salvini a Viterbo

Nessuno ci va più. Fanno paura le piazze. Fa paura il vuoto che i partiti hanno costruito, con anni e anni di assurdità, intorno alla politica. La gente sta lontana come si fa con gli scocciatori, con gli opportunisti, con quella particolare razza di paraculi che pensano di essere tanto intelligenti e non vogliono rendersi conto che i loro giochetti sono noti a tutti ma che gli altri decidono di lasciarli fare per educazione.

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Matteo Salvini  a piazza del Comune a Viterbo, appuntamento giovedì 22 marzo alle 19.

Nessuno ci va più. Fanno paura le piazze. Fa paura il vuoto che i partiti hanno costruito, con anni e anni di assurdità, intorno alla politica. La gente sta lontana come si fa con gli scocciatori, con gli opportunisti, con quella particolare razza di paraculi che pensano di essere tanto intelligenti e non vogliono rendersi conto che i loro giochetti sono noti a tutti ma che gli altri decidono di lasciarli fare per educazione.

Solo i Cinque Stelle hanno il coraggio di andare in piazza. Specie nelle piccole città, come Viterbo. Oltre al Movimento nessuno si affaccia da tempo a cercare la folla. Si preferisce rintanarsi in qualche spazio chiuso, meglio se piccolo. Magari adottando quattro “truccacci” spiccioli per far sembrare nelle foto che c’era gente. Pa-te-ti-co.

Ora il monopolio pentastellato, almeno a Viterbo da anni di monopolio di piazza si può parlare, sarà rotto da Matteo Salvini. “Il capitano”, così lo chiamano i suoi è pronto al comizio. Forte di un risultato alle politiche a due cifre e con la prima che è para. Un grosso tondo 2o% circa. C’è attesa e curiosità per vedere cosa accadrà, anche perché a Viterbo si vota tra due mesi per il rinnovo del Comune. E per quanto disastrato e messo male si tratta pur sempre di un capoluogo. 

Niente trucchi da spettacolini questa volta. O la gente c’è, o è nato davvero un popolo leghista a Viterbo, oppure il flop sarà nudo e crudo sotto gli occhi di tutti. Tra qualche giorno sapremo di che pasta è fatto il consenso che la Lega ha incassato nel cuore della Tuscia. Roba che può valere un sindaco o un vice, o almeno un qualche assessorato pesante all’interno della coalizione di centrodestra.