La politica culturale dell’era Michelini: dimenticarsi di chi produce

La politica culturale dell’era Michelini: dimenticarsi di chi produce

Con Librimmaginari, Il Salotto delle Sei e Tetraedro 20 giorni di eventi a costo zero per il Comune di Viterbo. Un successo? No, quasi un furto.

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TET_Citta_04Con Librimmaginari, Il Salotto delle Sei e La Città del Tetraedro 20 giorni di eventi a costo zero per il Comune di Viterbo. Un successo? No, quasi un furto.

Se è vero che la cultura è il terreno comune su cui costruire una comunità, Viterbo è messa molto male, e si vede. Non da quante iniziative culturali sono organizzate in città, ma da quante iniziative culturali vengono sostenute dal Comune, e delle quali lo stesso Comune non riconosce l’importanza, ma delle quali gode i frutti. Questo fatto è ancora più lampante in questo fine novembre\inizio dicembre (senza arrivare al Natale), quando sono in programma tre Festival autofinanziati (o quasi) da altrettante realtà, che sono state letteralmente ignorate dalla Giunta Michelini.

Tre iniziative strutturate (Librimmaginari, Il Salotto delle Sei e La Città del Tetraedro, ma prendendo un altro periodo di riferimento potrei citarne mille altre, come quelle della Proloco di Viterbo) che le associazioni che le organizzano regalano alla città. Le regalano ai viterbesi che, tramite i loro rappresentanti, ne godranno a costo zero, le regalano al Comune di Viterbo che quasi le “ruba” dalle mani di chi ci investe.

Sì, perché gli eventi non sono fine a se stessi, ma colmano dei vuoti, costruiscono rapporti e non solo intrattengono, ma formano i cittadini ad essere dei cittadini migliori. E quindi è il Comune a goderne i frutti perché fanno un servizio pubblico vero e proprio. E tutto questo è a costo zero per il Comune di Viterbo, che a malapena si accorge della loro presenza. E questa è una scelta politica chiara, forse inconsapevole e forse per questo ancor più grave.